Gli HFC contribuiscono all’effetto serra. L’Unione europea ha stabilito quote all’import con l’obiettivo di ridurne gradualmente l’impiego, ma organizzazioni criminali li contrabbandano.

La catena di fornitura legale degli HFC è complessa ed è su questo che si basa il commercio illegale. Ecco cosa accade. I gas refrigeranti vengono importati in grandi serbatoi (da 15-20 tonnellate), in seguito gli importatori vendono HFC ai distributori o direttamente agli utenti industriali, sia come prodotto semplice o in miscela. Poi I distributori riconfezionano gli HFC in bombole più piccole (in genere da 5 a 60 litri) vendendoli a grossisti o grandi appaltatori che forniscono assistenza su apparecchiature di refrigerazione, condizionamento e pompe di calore mediante gli idrofluorocarburi.

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I distributori applicano una cauzione sulle bombole perché siano restituite dopo l’uso. Ecco perché la proposta di HFC in bombole “a perdere” deve suscitare il sospetto che qualcosa non quadri.

In Europa, le importazioni di HFC sono controllate da un sistema di quote attraverso verifiche alle frontiere effettuate da funzionari doganali e forze dell’ordine locali. Ma le organizzazioni criminali aggirano la catena di approvvigionamento offrendo a volte bombole non ricaricabili su piattaforme di commercio elettronico o sfruttando gli accordi di transito doganale per nascondere le spedizioni di prodotti.

Ciò è possibile in quanto spesso le dogane non dispongono di risorse, attrezzature o conoscenze fondamentali per rintracciare gli HFC o identificare le importazioni fuori quota.

I controlli inadeguati permettono l’ingresso illegale degli HFC in Europa dove sono acquistati da rivenditori inconsapevoli che li consegnano alle imprese per essere poi introdotti nei sistemi di condizionamento dell’aria di uffici, abitazioni e automobili oppure nei sistemi di refrigerazione di depositi e supermercati. E non c’è modo di sapere se i luoghi di lavoro, i mezzi di trasporto o la catena del freddo di prodotti alimentari o farmaci sono raffreddati con un gas importato illegalmente. Uno dei metodi più comuni, secondo l’agenzia investigativa Kroll è, come si accennava, il contrabbando di transito: gli HFC illegali sono dichiarati appunto in transito attraverso l’Europa verso altre destinazioni extra UE per essere invece immessi nel mercato dell’Unione.

Così facendo gli HFC illegali diventano parte della catena di approvvigionamento legittima. E una volta entrati è estremamente difficile identificare e distinguere i gas legali da quelli illegali. Così gas proveniente da fonti sconosciute potrebbe finire utilizzato nei sistemi di raffreddamento. Questi prodotti potrebbero contenere componenti pericolose o infiammabili, con gravi rischi per la collettività.

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