Tutti i dipendenti di aziende private – sono dunque escluse le Pubbliche Amministrazioni – potranno usufruire di un bonus per l’acquisto di carburante.

L’incentivo è stato introdotto con la circolare 27/E che ne spiega il funzionamento: si tratta di un benefit che i datori di lavoro possono decidere di erogare ai propri dipendenti per un massimo di 200 euro pro capite, non tassati e integralmente deducibili dal reddito d’impresa.

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Chi può beneficiarne

Il provvedimento è rivolto ai professionisti che non svolgono attività commerciale, ai lavoratori autonomi e ai datori di lavoro del settore privato che abbiano dei dipendenti. Per questi ultimi l’unico vincolo è dato dall’essere in possesso di un contratto di lavoro senza limiti di stipendio.

 

L’obiettivo del bonus

Il benefit da 200 euro è stato pensato per mitigare l’impatto del caro-carburante ed ha validità immediata: si tratta di una forma di indennizzo che il datore di lavoro può scegliere di erogare ai propri dipendenti.

 

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Le modalità

Il dipendente non deve fare alcuna richiesta, in quanto il provvedimento prevede che sia il datore di lavoro a decidere se e quanto erogare.

Di fatto il bonus verrebbe versato assieme allo stipendio, tenendo sempre presente che però non concorre a formare il reddito e rappresenta un’agevolazione in più rispetto a quella generale già prevista dall’articolo 51 del Tuir, motivo per cui l’Agenzia delle Entrate ne chiede espressamente il conteggiato separato rispetto ad altri benefit.

Dunque, nel periodo d’imposta 2022 il datore potrà erogare beni e servizi per un valore di €200 complessivi sotto forma di uno o più buoni carburante e di € 258,23 per l’insieme di altri beni e servizi, ivi compresi altri buoni benzina.

Infine, il bonus può essere erogato anche in sostituzione del premio risultato, quindi entro la fine dell’anno.