Gli effetti della guerra alle porte dell’Europa si fanno sentire, travolgendo il primo dei settori logistici, il più importante per il suo funzionamento ed il più noto all’immaginario di tutti: l’autotrasporto.

Durante l’ultima settimana si sono decisi infatti due provvedimenti, uno su scala europea ed uno nazionale: si tratta dell’embargo al transito di merci da e per Russia e Bielorussia e dell’italianissima questione delle accise sui carburanti.

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UE, stop ai traffici con Russia e Bielorussia

È stato approvato un veto totale, di fatto un embargo, alla circolazione di merci tra Stati membri dell’Unione Europea e la Federazione Russa, con allargamento anche alla repubblica bielorussa, ritenuta vassalla di Mosca nella guerra contro l’Ucraina.

Si tratta di una chiusura di strade e porti ai vettori che trasportano merci da e per le due nazioni, con esenzioni solo per aiuti umanitari e prodotti di prima necessità.

La decisione mira a limitare non solo i commerci ed i relativi giri di affari, ma anche la capacità di Mosca di procurarsi beni di lusso e non solo: nel mirino ci sono infatti materiali edili come bevande alcoliche e prodotti ittici di alta qualità come il caviale.

 

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Accise, taglio valido sino a Maggio

Ben più nostrana è invece la vertenza sulle accise, in parte responsabili dei costi inauditi assunti dai carburanti in seguito al caro-energia.

È stato infatti prorogato il taglio deciso con DL Energia 21/2022 del marzo scorso, la cui validità è ora estesa sino al 2 maggio prossimo.

Si tratta dello sconto su benzina e gasolio di 25 centesimi di Euro al litro, cui si aggiunge il taglio di 8,5 centesimi sul pGl (entrambe cifre cui va sommata l’Iva).

Il nuovo decreto promulgato da Ministero dell’Economia e Ministero della Transizione Ecologica del 6 aprile scorso permette dunque di prorogare la pratica della cosiddetta “accisa mobile”, ricalcolabile in base all’extra gettito generato di mese in mese dall’Imposta sul Valore Aggiunto per compensare il prezzo del greggio.