Cinque bacini atti all’ormeggio di mega navi container attivi entro il 2027, è questo il piano di espansione che ha per oggetto uno dei più importanti scali commerciali e cantieristici d’Europa, Rotterdam.

Il porto olandese si assicura così un buon margine di competitività per il prossimo futuro, accogliendo gli interessi della terminalistica e della movimentazione container, puntando a mantenersi in testa agli scali del Vecchio Continente.

Curiosamente, in parallelo alla notizia della preferenza da parte del Mef italiano della cordata Certares-Air France-KLM a quella MSC-Lufthansa per il controllo della compagnia aerea di bandiera Ita Airways, che avrebbe rafforzato gli investimenti del partner industriale della logistica nel nostro Paese, giunge quella del coinvolgimento di Mediterranean Shipping Company nel potenziamento del porto di Rotterdam.

Chiaramente i due progetti non sono collegati tra loro, ma danno l’idea del tipo di partner strategico con il quale Ita avrebbe potuto avere a che fare.

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Il potenziamento di Rotterdam

Il progetto di espansione dei terminal container di Rotterdam nasce in seno a Hutchinson Ports e a Terminal Investment Limited, controllata di MSC per gli investimenti portuali.

I lavori, che dovrebbero portare ad inaugurare una prima fase operativa nel 2027, interesseranno l’area del porto olandese denominata Europahaven, circondata dall’Hutchison Ports ECT Delta Terminal e dall’Hutchison Ports Delta II.

Le banchine della penisola portuale saranno per l’occasione rimodellate per accogliere cinque banchine in grado di far ormeggiare altrettante navi con pescaggio profondo e lunghezza complessiva di 2,6 km.

 

Automazione e futuro

Quello che permetterà ad MSC di crescere ulteriormente nelle sue ambizioni sarà un terminal ad alta automazione: la capacità di movimentazione è tarata sui 6-7 milioni di TEU, il che ribadisce la posizione dominante dello scalo di Rotterdam nel mondo dei container.

Anche per quanto riguarda le tecnologie votate alla sostenibilità viene dichiarato il massimo impegno, per fare della nuova espansione un fiore all’occhiello della terminalistica continentale.