Si è mossa Maersk con la sua divisione nordamericana in merito alla questione dei porti container congestionati negli USA, in particolare modo sulla East Coast.

Paradossalmente, l’aumento di importazioni verso gli States ha evidenziato i punti deboli della logistica portuale americana, andata in tilt a causa della fluttuazione dei flussi di container in entrata ed uscita.

 

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Porti USA, intermodalità debole

Maersk ha sostanzialmente convocato una sorta di ‘Consiglio di Guerra’ tra tutte quelle organizzazioni statunitensi interessate dal problema.

I flussi ‘impazziti’ di container da e per il Nord America hanno infatti portato al collasso una struttura che evidenzia dei deficit, se non altro di soluzioni gestionali.

I principali problemi riguardano lo stoccaggio dei container e la distribuzione delle merci, nonché lo spostamento delle stesse verso le diverse destinazioni.

Proprio per avviare una nuova fase nella logistica portuale a stelle e strisce, Maersk, che è  la principale operatrice mondiale nel settore dei container, ha richiamato a sé l’attenzione dei rappresentanti del settore logistico americano, come la Commissione Marittima Federale, la Coalition of Agricultural Transportation, la West Coast Port Transportation Association e la East Coast Bi-State Automotive Transportation Association.

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