La metà di febbraio ha restituito un quadro complesso per il trasporto containerizzato globale, con le principali rotte est‑ovest protagoniste di un indebolimento dei volumi e di un calo diffuso delle tariffe spot, mentre uno degli eventi più impattanti dell’anno sui commerci e sulle produzioni i industriali, ossia il Capodanno Lunare cinese, interrompe la domanda stagionale anticipata e ne amplifica la volatilità.
Sullo sfondo, gli Stati Uniti, poco prima di ricevere il parere negativo della Corte Suprema in merito ai dazi, hanno rilanciato un progetto regolatorio che potrebbe condizionare in modo sostanziale i costi del trasporto marittimo internazionale.
Andamento delle tariffe sulle principali rotte containerizzate
Le tariffe spot continuano a scendere per la quinta settimana consecutiva, segnalando un mercato in fase ‘ribassista’: il Drewry World Container Index, uno dei punti di riferimento principali del settore, registra un calo dell’1% a 1.933 dollari per FEU (Fourty-foot Equivalent Unit, l’unità pari a un container da 40 piedi), con pressioni marcate sulle rotte Asia‑Nord America e Asia‑Europa.
Sulle rotte transpacifiche, i noli da Shanghai verso la West Coast sono in calo del 2%, mentre quelli verso la East Coast cedono il 12%, tornando ai livelli di inizio dicembre.
In Europa, le tariffe Asia‑Nord Europa calano del 5% e quelle verso il Mediterraneo del 4%, pur restando leggermente superiori ai valori pre‑picco stagionale.
Nel suo complesso, il quadro è appesantito da un eccesso di capacità: a dimostrarlo, il fatto che i vettori abbiano annunciato 57 blank sailings sul Pacifico e 24 sull’asse Asia‑Europa, nel tentativo di contenere l’offerta in surplus.
L’effetto del Capodanno Lunare sulla domanda e sui flussi
Il Capodanno Lunare, tradizionalmente associato a un aumento dei volumi nelle settimane precedenti, quest’anno non ha generato il consueto picco.
Le tariffe hanno raggiunto il massimo stagionale in anticipo e stanno ora scivolando in basso, complice una domanda più debole del previsto e le chiusure temporanee delle fabbriche cinesi.
Inoltre, le condizioni meteo avverse nel Mediterraneo occidentale e nel Nord Europa hanno provocato congestioni e ritardi, ma senza riuscire a sostenere le tariffe dei noli. Le compagnie di Shipping prevedono ulteriori cancellazioni di partenze durante il periodo festivo, misura che dovrebbe rallentare la discesa dei prezzi ma non invertirne la tendenza.
Riorientamento dei flussi e dinamiche competitive
La debolezza della domanda sulle rotte principali spinge alcuni vettori a riallocare capacità verso mercati in crescita, come l’asse Far East‑Africa Occidentale.
Parallelamente, operazioni straordinarie come l’acquisizione di ZIM da parte di Hapag‑Lloyd stanno ridisegnando gli equilibri competitivi, rafforzando la presenza dei grandi carrier sulle rotte transpacifiche e transatlantiche.
Anche il Freightos Baltic Index (FBX) globale risulta oggi inferiore del 44% rispetto allo scorso anno, segnale evidente dell’impatto della flotta in espansione e della pressione sui ricavi dei vettori.
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Il Maritime Action Plan statunitense
L’amministrazione statunitense ha rilanciato il Maritime Action Plan, che prevede una tariffa universale da 0,01 a 0,25 dollari per chilogrammo sul carico importato trasportato da navi costruite all’estero. Il gettito stimato varierebbe da 66 miliardi a 1,5 trilioni di dollari in dieci anni.
Il piano mira a ricostruire la cantieristica nazionale, scoraggiando le società armatrici ad acquistare navi fabbricate fuori dagli USA, soprattutto se nei cantieri cinesi, a rafforzare la sicurezza e a istituire fino a 100 ‘maritime prosperity zones’.
C’è però da considerare l’impatto sul trasporto containerizzato, che si prevede significativo, con un costo aggiuntivo potenzialmente superiore a 3.700 dollari per FEU, con effetti diretti sui noli, sulle catene di approvvigionamento e sulla competitività dei vettori non statunitensi.



