Il dual use nella Supply Chain: difesa in crescita, sinergie con il civile

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La trasformazione delle catene di fornitura globali sta accelerando in un settore che, fino a pochi anni fa, operava in un ecosistema chiuso e altamente specializzato: la difesa

Gli avvenimenti degli ultimi anni stanno riportando in auge dinamiche dimenticate dai tempi della Guerra Fredda ed è innegabilmente uscita allo scoperto la presenza esercitata da tre fattori critici quali sono l’aumento della domanda di sistemi d’arma, la pressione geopolitica e la necessità di poter contare su di una resilienza sempre maggiore; in un gioco nel quale il proverbiale cane si morde la coda, questi tre elementi di frizione stanno spingendo i grandi player a ripensare radicalmente i propri modelli logistici, andando ad assecondare le crescenti esigenze militari e, allo stesso tempo, copiandole per fini civili. 

In questo ‘doppio senso’ si muovono alcuni dei grossi nomi legati a forniture belliche: le recenti decisioni strategiche di Lockheed Martin a proposito della produzione dei suoi noti missili Javelin e la scelta di MV Agusta di affidare la gestione dei ricambi a DHL Supply Chain mostrano come la linea di confine tra supply chain militare e civile stia diventando sempre più sottile, aprendo la strada a un paradigma “dual use” che coinvolge partner globali e comporta competenze trasversali.

La spinta della difesa USA: il caso Javelin 

Negli Stati Uniti, Lockheed Martin ha avviato un profondo ripensamento della supply chain del missile Javelin, arma cruciale nel conflitto in Ucraina, per sostenere un incremento produttivo considerato senza precedenti. 

Con quasi cento fornitori di componenti e venticinque subappaltatori principali, l’azienda ha investito su tre fronti, ossia in automazione, in previsione basata su strumenti AI e nell’ampliamento degli impianti. 

KPI come lead time sotto le cinquantadue settimane, aumento del throughput e riduzione dei colli di bottiglia guidano la strategia dell’azienda statunitense, completamente orientata alla costruzione di un ecosistema resiliente in tutte le condizioni.

La logica è chiara: una supply chain militare deve essere scalabile, adattabile e in grado di assorbire i picchi di domanda generati dalle, ormai non più infrequenti, crisi internazionali.

Anche l’Europa accelera: MV Agusta e la logistica premium 

Sul fronte europeo, MV Agusta ha scelto DHL Supply Chain per ristrutturare completamente la gestione dei ricambi

Nel caso specifico è stata affidata la transizione del magazzino e delle attività logistiche ad un operatore globale, introducendo nel settore motociclistico dinamiche tipiche della difesa: integrazione IT avanzata, visibilità in tempo reale, KPI di puntualità e accuratezza inventariale, continuità del servizio su scala mondiale. 

Si tratta di un altro esempio emblematico di come le supply chain civili stiano adottando modelli di robustezza e ridondanza propri dell’ambito militare.

La convergenza “dual use”

La collaborazione tra industrie della difesa e operatori logistici civili come DHL evidenzia una tendenza strutturale: la supply chain moderna non è più segmentata, ma ibrida

Tecnologie, processi e partner si muovono su entrambi i fronti, creando ecosistemi condivisi che combinano efficienza commerciale e requisiti di sicurezza nazionale. Dal punto di vista puramente operativo, per USA e UE questa convergenza viene vista come un vantaggio competitivo, in quanto riduce la vulnerabilità, aumenta la capacità di risposta e permette di sfruttare economie di scala impossibili in passato. Questo in termini pratici, mentre per certi versi si tratta di un inquietante ritorno al passato.

La supply chain della difesa sta, di fatto, diventando un laboratorio avanzato per l’intero settore logistico globale e l’integrazione con le reti civili, l’adozione di tecnologie predittive e la collaborazione con partner internazionali stanno ridefinendo standard e aspettative. In questo scenario, la distinzione tra militare e civile non scompare, ma si trasforma in un continuum operativo che prepara industrie e istituzioni alle sfide di un mondo sempre più interconnesso e imprevedibile.

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