Tariffe marittime 2026, tra surcharge gonfiati e nuovi rincari

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Il 2026 si sta rivelando un anno di forte tensione per le tariffe dello shipping globale: tra fuel surcharge ritenuti eccessivi e nuovi aumenti sui noli base, gli esportatori di tutto il globo si trovano a fronteggiare costi in rapida crescita. 

Un recente studio di VesselBot ha messo in luce squilibri significativi tra i sovrapprezzi pubblicati dai carrier e il costo reale del carburante, facendo emergere il quadro di un mercato in cui la trasparenza dei costi diventa un elemento sempre più critico. A conferma di ciò, Hapag-Lloyd ha annunciato nuovi rincari sulle rotte tra India, Pakistan ed Europa.

Surcharge fuori scala: l’analisi VesselBot

Secondo VesselBot, nel periodo aprile-maggio 2026 gli shipper sulla rotta Far East-West Coast North America avrebbero pagato sovrapprezzi sul bunker ben superiori ai costi effettivi

Il divario tra i surcharge pubblicati da Maersk e CMA CGM e il Fuel Surcharge Reference Cost indipendente ha raggiunto i 475 dollari per TEU. In aprile, Maersk applicava 605 dollari per TEU e CMA CGM 710, mentre il costo reale stimato era di 295. In maggio, i carrier hanno mantenuto invariati i valori, ma il riferimento VesselBot è sceso a 235 dollari, ampliando ulteriormente la forbice.  

L’analisi evidenzia come i movimenti del prezzo del bunker non bastino a spiegare tali differenze. Pur essendo calato del 7,9% tra aprile e maggio, il costo reale per TEU è diminuito del 20,3%, segno di una maggiore efficienza operativa delle navi.  

VesselBot ha simulato due scenari tipici: uno con BAF indicizzato al bunker e uno basato sull’accettazione dei surcharge pubblicati. Nel primo caso, per 1.000 TEU il risparmio potenziale sarebbe di 740.000 dollari; nel secondo, tra 680.000 e 890.000. La società sostiene che solo un benchmarking indipendente consente ai team di procurement di contestare sovrapprezzi non giustificati e negoziare clausole più trasparenti.

Hapag-Lloyd prepara nuovi aumenti da agosto

Intanto, quasi a voler ricordare che si tratta di una situazione di crisi permanente sul fronte dei costi dello shipping, Hapag-Lloyd ha annunciato nuovi rialzi tariffari sulle rotte dall’India e dal Pakistan verso l’Europa, in vigore dal 1° agosto 2026.  

Per le spedizioni da Nhava Sheva e Mundra, il carrier applicherà un incremento di 2.000 dollari per container, portando i noli a 5.253 dollari per i 20’ dry e 4.556 per i 40’ dry verso l’Europa settentrionale, e a 5.358 e 4.696 verso il Mediterraneo.  

Per i porti pakistani di Karachi e Port Qasim, l’aumento sarà di 1.500 dollari per container: le nuove tariffe raggiungeranno 4.593 dollari per i 20’ dry e 4.236 per i 40’ dry verso l’Europa settentrionale, mentre le destinazioni mediterranee saliranno a 4.548 e 4.396.  

Questi rincari, non certo gli unici (ogni compagnia ne ha annunciati e continuerà a farlo), sommati alle evidenze VesselBot sui surcharge, confermano una pressione crescente sui costi di trasporto marittimo.

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