Il nuovo contributo doganale per categoria merceologica sulle spedizioni dalla Cina cambia le regole del gioco per marketplace, operatori logistici e consumatori, con effetti immediati sui volumi e implicazioni strategiche fino al 2028.
Perché nasce la nuova misura UE
L’introduzione dal 4 luglio 2026 del contributo fisso di 3 euro per ogni dichiarazione doganale applicata alle spedizioni di basso valore provenienti dalla Cina segna una svolta nella politica commerciale europea. La norma, pensata per contrastare la concorrenza ritenuta sleale dei grandi marketplace asiatici, colpisce direttamente modelli di business basati su spedizioni frammentate e a basso costo. Un pacco contenente tre categorie merceologiche diverse comporterà un aggravio di 9 euro, mentre spedizioni con articoli appartenenti alla stessa categoria pagheranno un solo contributo.
Secondo la Commissione europea, i pacchi sotto i 150 euro – finora esenti da dazi – sono passati da 1,4 miliardi nel 2022 a 5,8 miliardi nel 2025, un incremento che ha messo sotto pressione il sistema doganale e gli operatori europei. La misura vuole quindi riequilibrare un mercato dove l’esenzione sembra essere stata sfruttata “su scala industriale”, generando un vantaggio competitivo per i venditori extra‑UE. Al tempo stesso essa si propone di ridurre l’enorme flusso di micro-spedizioni che alimenta costi operativi elevati e controlli complessi.
Impatto immediato sulla logistica internazionale
Gli operatori del trasporto aereo cargo sono tra i primi che dovrebbero percepire gli effetti della nuova tassa. Stime in tal senso indicano una possibile riduzione dei volumi e-commerce dalla Cina tra il 10% e il 35%nelle prossime settimane unitamente ad una maggiore pressione sui magazzini europei, con i marketplace che potrebbero aumentare lo stoccaggio locale.
Shein, ad esempio, ha già ampliato la capacità del proprio hub di Breslavia, mentre AliExpress punta sulla trasparenza dei costi al checkout. La tassa incentiva una trasformazione strutturale della supply chain: meno spedizioni dalla Cina, più stock in Europa.
Gli effetti principali di ciò dovrebbero essere la crescita dei fulfillment center europei, con aumento delle attività di picking, packing e consegna domestica, una riduzione dei tempi di consegna, grazie alla disponibilità di stock locale ed una maggiore domanda di manodopera e automazione, con opportunità per i 3PL europei.
Ultimo miglio: meno frammentazione, più efficienza
Il last mile non è direttamente tassato, ma subisce effetti indiretti dovuti alla riduzione delle consegne ultra-frammentate, l’aumento degli ordini aggregati ed una maggiore densità per consegna con pacchi più voluminosi e meno frequenza
Per i corrieri significa una produttività più alta per fermata, ma un possibile calo dei volumi giornalieri. Se parte dei costi verrà trasferita ai consumatori, potranno emergere modelli di consegna più razionalizzati.
Per contro, poiché per ogni categoria merceologica è prevista una dichiarazione doganale, per gli operatori logistici si profila un nuovo carico amministrativo che potrebbe penalizzare le aziende meno strutturate.
La misura è transitoria: dal 1° luglio 2028 entrerà in vigore un sistema di dazi differenziati per categoria, gestito dalla nuova Autorità doganale europea.




