Il 2026, fino ad ora, non può certo definirsi un anno di espansione per i trasporti merci via aereo, piuttosto può essere considerato un periodo di assestamento. Dopo la corsa del 2024 e la turbolenza vissuta nel 2025, il cargo aereo ha trovato un nuovo equilibrio, rivedendo le rotte, le strategie e le proprie priorità.
Senza contemplare il complesso scacchiere geopolitico mediorientale, anche solo dazi, tariffe, fine del regime privilegiato ‘de minimis’ negli Stati Uniti per le piccole spedizioni, le tensioni internazionali e le supply chain in movimento hanno imposto ai vettori un cambio di passo.
Il risultato è lo stesso un mercato che cresce, ma in modo selettivo, trainato dall’e‑commerce, dalla riallocazione produttiva in Asia e dalla capacità dei vettori di adattarsi rapidamente. Il 2026 sembra, al momento, l’anno in cui il cargo aereo ha davvero cambiato direzione.
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Cosa succede in Nord America: FedEx e UPS tra contrazione e riallineamento
Il mercato nordamericano resta il più debole, con una domanda in calo e una transizione strategica profonda. FedEx, pur mantenendo la leadership globale, ha chiuso il 2025 con una contrazione significativa dei volumi e ha proseguito nel 2026 la trasformazione della rete Tricolor, riducendo capacità, consolidando gli hub e spostando traffico verso servizi deferred.
L’e‑commerce continua a crescere, ma la fine del contratto USPS e il grounding degli MD‑11 hanno imposto un ridimensionamento operativo.
UPS, al contrario, ha capitalizzato il nuovo ruolo di vettore principale per USPS, recuperando volumi e rafforzando la propria posizione internazionale. La scelta di ridurre la dipendenza da Amazon e puntare su healthcare e SMB ha portato nel 2026 a un mix più redditizio, mentre la modernizzazione della flotta con i 767‑300F ha migliorato efficienza e capacità. Il Nord America resta comunque l’unica macro‑regione in contrazione, frenata dalla debolezza del transpacifico.
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Medio Oriente: Qatar Airways Cargo rallenta ma investe
Il 2026 conferma le difficoltà dei vettori mediorientali, penalizzati da una base 2024 eccezionale e dalle tensioni geopolitiche persistenti. Qatar Airways Cargo, scesa al terzo posto nel 2025, ha affrontato un anno di domanda debole e concorrenza crescente sulle rotte asiatiche. La chiusura temporanea dello spazio aereo nel 2025 ha avuto effetti prolungati, ma il 2026 ha visto una ripresa graduale grazie a nuovi servizi premium, partnership strategiche e ampliamento della rete.
La flotta 777F resta il pilastro operativo, mentre l’attesa dei 777‑8F e delle conversioni 777‑200LRMF prepara il terreno per un salto di capacità nella seconda metà del decennio.
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Asia ed Europa: il nuovo asse del cargo globale
Il vero baricentro del 2026 è l’asse Asia-Europa. La fine del ‘de minimis’ ha ridotto i flussi Cina-USA, ma ha spinto vettori e spedizionieri a riorientare capacità verso l’Europa, dove la domanda è cresciuta in modo più stabile.
Air China è stata la protagonista della riconfigurazione, con un aumento dei volumi e una flotta in espansione, sostenuta anche dalla crescita della rete passeggeri. China Eastern ha beneficiato della resilienza intra‑Asia, mentre Korean Air e ANA hanno sofferto la perdita del transpacifico, pur riuscendo a recuperare parte della capacità su rotte asiatiche.
In Europa, Air France è entrata nella top 25 grazie alla capacità belly e a un posizionamento più aggressivo in Asia. Il continente ha visto una crescita moderata ma costante, sostenuta dalla riorganizzazione delle supply chain nel Sud‑Est asiatico e dalla crescente domanda di trasporto time‑critical.
Un mercato che cambia direzione
Il 2026 segna, malgrado le apparenze, una forma di normalizzazione del cargo aereo, connotata da crescita selettiva, forte dipendenza dall’e‑commerce, supply chain in movimento e una chiara migrazione dei flussi verso l’Asia-Europa.
Su tutti, i vettori che hanno saputo riposizionare rapidamente capacità, modernizzare la flotta e diversificare il mix clienti sono quelli che hanno guadagnato terreno. Il cargo aereo non è dunque più quello del 2024 ed è invece più flessibile, più segmentato e più sensibile alle dinamiche geopolitiche. Apparentemente, il 2026 è l’anno in cui il settore dell’aviazione merci ha imparato a convivere con l’incertezza trasformandola in strategia.




