Passare da 42 a 200 aerei cargo con un piano di espansione a 7, massimo 8 anni: è questo il progetto di Amazon Air, il servizio di spedizione aerea che, dalla sua nascita nel 2016, si è posto come una delle tante frecce nella faretra di Jeff Bezos.

Sin dall’inizio c’è stato chi ha sospettato l’intenzione di Amazon di voler competere con i colossi delle spedizioni cargo, ma le dimensioni della flotta e la caratura prettamente interno e regionale del servizio avevano fatto decadere l’ipotesi.

Ora, proprio in tempi ‘di magra’, come si suol dire, per tutti gli altri operatori, Amazon decide di investire sulla sua flotta aerea, e questo potrebbe cambiare le carte in tavola.

photo credit: Bill Wilt BoneYard | Victorville via photopin (license)

Un nuovo hub di gestione centrale negli USA

Il segnale che una differenza tra la politica adottata nel passato e quella futura dovrebbe esserci sta nell’annuncio della costruzione di un nuovo hub aeroportuale nei pressi di Cincinnati.

Legato al Northern Kentucky International Airport, si tratta di un progetto da 1 miliardo e mezzo di dollari, con una capacità di gestione da 100 velivoli e 200 voli al giorno.

Sino ad ora Amazon non aveva mai messo in piedi un vero e proprio quartier generale per i voli cargo Amazon Air, disponendo negli Stati Uniti di una flotta relativamente esigua, costituita da appena 42 aerei.

photo credit: ruifo FedEx B763F (ATL) via photopin (license)

Lontani dai numeri FedEx e UPS, ma percepito già come competitor

Oggettivamente, i numeri di Amazon Air, a partire dal 2016 ad oggi, non avevano mai impensierito i giganti cargo dell’aria FedEx ed UPS: questi ultimi contano collegamenti interni agli Stati Uniti nell’ordine dei 9.000 e 5.500 voli quotidiani rispettivamente, Amazon Air appena 363.

Portare la flotta a 100, prima, e 200 velivoli, poi, significa, a fronte del depotenziamento che nel post pandemia potrebbe interessare proprio i competitori, iniziare a giocare un ruolo più pesante sullo scenario.

Soprattutto perché a cambiare è l’architettura di Amazon Air: non più piccoli hub presso aeroporti locali, alle dipendenze dei centri di smistamento Amazon Prime e nell’ottica esclusiva di velocizzare le sole consegne del Gruppo, bensì un vero e proprio sistema di collegamenti che potrebbe servire anche terzi.

photo credit: N1_Photography Amazon Prime Air via photopin (license)

È per questo che gli analisti americani indicano Amazon Air come prossima concorrente proprio di UPS e FedEx.

C’è inoltre da ricordare che proprio Amazon Air dovrebbe sbarcare in Europa, ed il connubio fatto da rafforzamento in casa ed espansione nel Vecchio Continente non fa una piega in linea con una strategia di ‘colonizzazione’ globale dei servizi cargo aerei.

Che sia in atto una spartizione del mercato destinata a ridisegnare lo scacchiere dei prossimi anni non è notizia nuova ed è testimoniata dagli investimenti annunciati proprio da FedEx nei mesi pre-pandemia

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