Da quarant’anni il mondo dei produttori di componenti, macchinari e servizi per il la movimentazione dei container dei porti s’incontra per mostrare le novità tecniche e confrontarsi sulle evoluzioni e prospettive di quest’attività. Avviene al Toc Europe, evento che unisce una parte espositiva con una di convegni e seminari e che rappresenta un importante punto osservatorio per comprendere la rotta del trasporto marittimo dei container. 

L’articolo «Nuove tecnologie entrano in porto» è apparso per la prima volta
sul numero 8/2019 di Logistica .
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Trazione elettrica of course 

Il primo elemento che spicca negli ultimi anni è la diffusione della trazione elettrica nelle attrezzature di sollevamento e trasporto, che rientra nel più ampio obiettivo di ridurre l’inquinamento atmosferico causato dai porti (navi comprese).

Accanto alle macchine che viaggiano da tempo con il motore elettrico, come i trasportatori automatici di container, aumentano quelle che si convertono dal diesel alla batteria, come per esempio i trattori portuali. Nell’ultima edizione del Toc tenutasi a Rotterdam la scorsa estate ne abbiamo visti diversi, tra cui quello di un tradizionale costruttore di motori termici, Volvo Penta.

Un’interessante innovazione sulla trazione elettrica non riguarda un singolo macchinario, bensì un intero sistema. La ha mostrata la svedese Kalmar con un modello in miniatura, che comprende un Agv e una gantry crane per container, entrambi elettrici, che si ricaricano attraverso una stazione formata da batterie inserite in container da 40 piedi.

Queste batterie si possono rifornire con diversi sistemi, dalla rete elettrica a fonti rinnovabili, anche presenti sul posto, come una pala eolica o pannelli solari. Questa soluzione affronta uno dei principali nodi dell’elettrificazione dei terminal, ossia i tempi e i costi per creare l’infrastruttura di ricarica, che in questo caso è contenuta in container facilmente trasportabili e installabili.

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Sempre più digitali

Un altro importante capitolo del Toc Europe è quello che comprende la digitalizzazione e la connettività nei porti, che vede la confluenza di diverse tecnologie e produttori. Per esempio, sempre la Kalmar ha annunciato un accordo con la connazionale Nokia per progettare, costruire e gestire reti private che portano gli equipaggiamenti portuali nell’Internet of Things. In concreto, ciò permetterà di collegare i macchinari su reti LTE o 5G locali private affidabili, consentendo automazione, robotica, apprendimento delle macchine, analisi e monitoraggio remoto in tempo reale. 

Automazione anche qui

Dalla digitalizzazione all’automazione il passaggio è breve e anche in questo settore il Toc di Rotterdam ci ha portato un passo in avanti.

Dati ormai per scontati gli Agv per container, l’automazione procede anche negli altri equipaggiamenti e l’applicazione più interessante è quella sui trattori portuali.

La francese Gaussin ha esposto l’Apm 75T, un trattore portuale elettrico e completamente autonomo, tanto che non ha neppure la cabina per l’autista, destinato al trasporto di semirimorchi per container. Questo veicolo è classificato nella Classe 5 della guida autonoma e può viaggiare liberamente senza alcuna infrastruttura di trasporto, grazie a un sistema di rilevatori che ha una precisione di tre centimetri.

L’automazione permette anche di sfruttare al massimo lo spazio dei porti per stoccare i container. Un esempio arriva dalla start-up Box Bay, che ha mostrato a Rotterdam un modello dinamico di un’enorme scaffalatura su più piani, posta alle spalle delle gru ship-to-shore per stoccare i contenitori appena sbarcati dalle navi.

L’intero processo di inserimento dei container nelle postazioni e di successiva uscita è svolto in modo automatico, con la possibilità di moltiplicare la capacità di un terminal senza doverne estendere i confini.

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