Tra lo spedire un pacco e lo spedire un satellite in cielo c’è una bella differenza. Eppure le due operazioni hanno un aspetto simile: l’enorme quantità di carte da produrre per ottenere i nulla osta in rapporto a quel che si sta facendo.

Certo, lanciare in orbita degli oggetti non è paragonabile al recapitare un kit per il giardinaggio, ma le cose si complicano se siete un’azienda che vive di spedizioni, magari anche ‘eccezionali’ e non solo standard.

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Nel mondo dell’aeronautica spaziale è superfluo dire che gli enti regolatori sono molti e le richieste giustamente proporzionate.

Tuttavia si moltiplicano anche le iniziative spaziali private – si pensi a Space X – e l’esigenza di affrontare la mole di permessi e pratiche non riguarda più solo le potenti agenzie spaziali.

Interessante è che una società spagnola, Usyncro, specializzata nelle applicazione della tecnologia blockchain, abbia trasporto la sua esperienza, fatta nella logistica dei trasporti, proprio allo spazio.

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Blockchain per i satelliti

Proprio come per la logistica, Usyncro ha sviluppato una applicazione (Usyncro Space), studiata per garantire la sicurezza nelle comunicazioni satellitari e snellire al contempo la gestione dell’enorme massa documentale legata all’ambito normativo spaziale.

Si tratta soprattutto di rendere efficiente e più rapido un processo che, in modo tradizionale, richiede molte risorse, economiche ed umane: coordinare tutti gli attori che entrano in gioco nel settore dei lanci a fini commerciali non è gioco da poco.

Riprendendo direttamente l’esperienza logistica, la blockchain viene sfruttata anche per il processo logistico vero e proprio che conduce il satellite dalla produzione alla rampa di lancio.

 

Primo test nello spazio

Una prova di questa applicazione è già stata realizzata, con la collaborazione messa in piedi con la spagnola Hydra Space, società che sviluppa tecnologia aerospaziale.

Un primo accordo è stato messo a punto e nel gennaio scorso, con il lancio del Falcon-9 di Space-X dalla base di Cape Canaveral, assieme al quale sono stati mandati in orbita anche due satelliti per telecomunicazioni costruiti proprio da Hydra Space e gestiti tramite la blockchain di Usyncro.