Il 2021 è iniziato con l’evidente eredità lasciatagli dal predecessore in termini di emergenza sanitaria: la distribuzione dei vaccini anti-Covid-19 è iniziata e mentre nella Comunità Europea le forniture di vaccini sono intestate a Moderna e Pfizer, un’altro blocco di nazioni ha acquistato il primo, nonché discusso, vaccino ad essere stato immesso sul mercato, il russo Sputnik V.

Ogni coppia di fornitori e riforniti ha dovuto intessere una ragnatela di collegamenti logistici per garantire la distribuzione del proprio vaccino, da un certo punto di vista vissuta come una gara internazionale a chi offrisse di più e prima.

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Vaccino anti-Covid-19 Sputnik V: una distribuzione di Stato

Sviluppato direttamente dal Centro Nazionale di epidemiologia e Microbiologia Gamaleya, lo Sputnik V è letteralmente un affair di Stato per i Russi, oltre che un vaccino contro la più insidiosa pandemia planetaria degli ultimi cent’anni.

Non a caso battezzato con lo stesso nome del primo satellite della storia ad essere mandato in orbita attorno alla Terra nella corsa allo spazio tra URSS e USA, è gestito dal terminal cargo dell’aeroporto di Mosca Sheremetyevo, che dispone di 26 aree di stoccaggio per merci deperibili e sensibili agli sbalzi di temperatura.

Lo Sputnik V fa infatti parte di quel gruppo di vaccini anti-Covid-19 che necessita di una conservazione a temperature rigide, ossia tra i -18 ed i -20 gradi Celsius, seppur non estreme come i -70° C dell’antagonista Pfizer.

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Compagnie aeree russe per la distribuzione

Partito in largo anticipo, con l’annuncio dato nientemeno che da Putin in persona del vaccino eseguito sulla sua stessa figlia, a partire da Novembre il terminal cargo di Mosca ha gestito la spedizione di un numero imprecisato di dosi verso la Federazione Russa, ma anche in direzione di numerose nazioni estere come Serbia, Ungheria ed Egitto.

Il trasporto è stato affidato alle compagnie aeree di bandiera, la storica Aeroflot e la più giovane Rossiya Airlines.

In totale la richiesta pervenuta per il vaccino Sputnik V, che ha un costo di mercato inferiore ai 10€ a dose, ammonterebbe ad oltre 1,2 miliardi di dosi da distribuire in 50 Paesi, una parte delle quali verrà prodotta da partner commerciali in India, Corea del Sud, Cina e Brasile.

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Prime dosi anche in America Latina

Le prime 300mila dosi dello Sputnik V sono atterrate anche a Buenos Aires, in Argentina.

Si tratta della nazione capofila tra quante hanno ordinato forniture del vaccino russo in America Latina e la spedizione, questa volta, è avvenuta con un vettore argentino, ossia nelle stive di un velivolo passeggeri di Aerolíneas Argentinas.

In questo momento il vettore argentino utilizza regolarmente aerei passeggeri per operazioni cargo dedicate poiché quelle passeggeri sono state gravemente limitate dalla pandemia di coronavirus. 

All’inizio di novembre Aerolíneas Argentinas ha iniziato a spedire mirtilli e vino a Madrid  e in tutto il mondo con voli che fanno scalo a Guangzhou, in Cina, e Auckland, in Nuova Zelanda. 

La compagnia aerea ha operato più di 38 voli di mini-cargo dalla Cina per fornire tute di sicurezza biologica, maschere per il viso, guanti, componenti per la produzione di reagenti per test e altre forniture mediche, sempre per combattere il coronavirus.

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