A meno di una settimana dall’entrata in vigore del Dcpm che estende a tutta Italia le norme di contenimento contro il Coronavirus, si vanno definendo molti dei dettagli sin qui rimasti in un alone di incertezza.

L’autotrasporto vede garantita la possibilità di operare, seppur rispettando norme di sicurezza per gli autisti e solo in virtù di quelle necessità lavorative che tengono in vita il sistema industriale e logistico del Paese.

Sono però cambiate alcune delle procedure per ottenere la documentazione necessaria allo svolgimento dei viaggi stessi: tra queste ci sono le modalità di richiesta della carta tachigrafica per gli autotrasportatori. Vediamo come.

Carta tachigrafica: richieste telematiche o per posta

Al fine di ridurre le occasioni di contatto tra le persone, Assotrasporti rende note le nuove lineeguida diffuse dai vari enti preposti.

Diverse Camere di Commercio hanno indicato percorsi alternativi come l’invio delle richieste per posta elettronica o a mezzo raccomandate.

La Camera di Commercio di Imperia-Savona e Spezia, in Liguria, ha ad esempio sostituito la normale prassi con la sola richiesta per via telematica: firmata e completa di allegati va inviata digitalmente, mentre i versamenti vanno effettuati su conto corrente postale o tramite bonifico bancario. La carta tachigrafica verrà poi consegnata al richiedente via posta normale.

Tutto tramite posta raccomandata è invece la procedura voluta dalla Camera di Commercio di Roma. Occorre dunque informarsi presso le Camere di competenza per conoscere le procedure specifiche, aspettandovi che ognuna abbia preso provvedimenti per azzerare il più possibile i contatti di persona.

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Il promemoria di Assotrasporti

«Avendo ricevuto diverse segnalazioni di chiusura al pubblico delle Camere di Commercio, Assotrasporti ricorda a tutti gli autotrasportatori di contattare telefonicamente gli uffici preposti al rilascio della carta tachigrafica e di non recarsi personalmente presso gli sportelli. 

Gli spostamenti sull’intero territorio nazionale da martedì 10 marzo 2020 fino al 3 aprile 2020 compreso, salvo nuove comunicazioni, devono essere limitati alle sole esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, comprovabili tramite autocertificazione da compilare in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine».

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