Il caro gasolio mette in crisi l’autotrasporto, Assotir chiede interventi urgenti

Condividi

L’aumento dei prezzi dei carburanti sta diventando insostenibile per le imprese dell’autotrasporto italiane. A lanciare l’allarme è Assotir, che denuncia una situazione ormai difficile da sopportare per migliaia di aziende del settore, strette tra l’esplosione dei costi vivi e l’impossibilità di trasferire tali rincari sui committenti attraverso un adeguato aumento delle tariffe.

La questione è tornata al centro del dibattito dopo l’annuncio della possibile eliminazione dello sconto sulle accise a partire dal 6 ottobre. Una prospettiva che, secondo gli operatori, rischia di aggravare ulteriormente una crisi già in atto da mesi e che potrebbe avere ripercussioni su tutta la filiera logistica e produttiva del Paese.

Va detto che è successiva la notizia del price cap dichiarato da Eni e imitato da IP, sebbene a lunedì 28 settembre non si possa parlare di effetto traino sull’intera distribuzione dei carburanti.

Gasolio sempre più caro, margini sempre più ridotti

Dall’inizio di marzo il prezzo del gasolio è aumentato di oltre 60 centesimi al litro, incidendo pesantemente sui bilanci delle aziende di trasporto. Se prima dell’emergenza il carburante rappresentava circa il 27% dei costi di esercizio, oggi la sua incidenza è salita tra il 35% e il 40%.

Secondo le associazioni di categoria, le tariffe di trasporto avrebbero dovuto registrare incrementi di almeno il 15% per compensare la crescita dei costi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi tali adeguamenti non sarebbero mai arrivati, determinando una forte compressione dei margini e scaricando gran parte del peso della crisi sugli autotrasportatori.

Le critiche al Governo

Assotir punta il dito contro il mancato aggiornamento dei valori minimi di riferimento dei costi di esercizio, che dovrebbero essere rivisti con cadenza trimestrale dal Ministero dei Trasporti. I parametri attualmente in vigore risalgono infatti a marzo, quando la crisi del carburante non aveva ancora raggiunto le dimensioni attuali.

Per l’associazione, l’assenza di dati aggiornati priva le imprese di uno strumento oggettivo per negoziare con la committenza il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti.

Le quattro proposte per sostenere l’autotrasporto

Per affrontare l’emergenza, Assotir ha presentato al Governo un pacchetto di quattro misure ritenute prioritarie.

La prima riguarda l’aggiornamento immediato dei valori minimi di riferimento dei costi di esercizio, così da allinearli alla reale situazione del mercato.

La seconda proposta prevede la piena applicazione della clausola di adeguamento automatico del costo del gasolio, già prevista dalla normativa ma finora poco utilizzata, che consentirebbe di adeguare i corrispettivi di trasporto alle variazioni del prezzo dei carburanti.

La terza richiesta è l’istituzione immediata della Consulta dell’Autotrasporto, organismo che dovrebbe favorire il confronto tra Governo, imprese e committenza e contribuire a una più equa ripartizione dei costi derivanti dal caro carburante.

Infine, l’associazione propone l’introduzione di una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche, destinando le risorse raccolte al sostegno delle imprese di trasporto maggiormente colpite dalla crisi.

Nessuno sciopero, ma il rischio di un fermo forzato

Pur escludendo per il momento azioni di protesta, Assotir avverte che la situazione non può proseguire a lungo senza interventi concreti. Il timore non è tanto quello di uno sciopero organizzato, quanto di un progressivo blocco delle attività causato dall’impossibilità economica di sostenere i costi del carburante.

Se molte aziende dovessero fermare i mezzi per mancanza di risorse, le conseguenze si estenderebbero rapidamente all’intero sistema logistico nazionale, con ripercussioni sulla distribuzione delle merci, sulle imprese e sui consumatori. In questo scenario, il caro gasolio non rappresenta più soltanto un problema per l’autotrasporto, ma una questione strategica per l’economia italiana nel suo complesso.

Ti potrebbero interessare