Il Quarto Forum dei Corridoi TEN‑T, tenutosi a Bruxelles dal 23 al 25 giugno 2026, ha offerto ai manager della logistica una finestra aggiornata sulla complessità della rete transeuropea dei trasporti.
La rete, che ambisce a collegare in modo continuo, interoperabile e sostenibile i principali nodi europei, richiede una sincronizzazione perfetta tra gli Stati membri per mettere a punto tutto il suo potenziale e pone alle infrastrutture italiane una serie di obiettivi, ma anche di interrogativi.
La visita del coordinatore europeo presso l’autorità portuale di Genova e la partecipazione di svariate rappresentanze di porti ed interporti italiani al Quarto Forum hanno dato la possibilità di definire lo stato di avanzamento delle nostre infrastrutture in chiave di collegamento con la rete europea.
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Cosa sono le reti TEN‑T e perché contano per la logistica
Le reti TEN‑T sono, di fatto, l’ossatura infrastrutturale dell’Unione europea: si tratta del complesso insieme di corridoi ferroviari, stradali, portuali e aeroportuali che devono garantire mobilità efficiente di merci e persone.
Al loro interno esiste una distinzione fondamentale, ossia quella tra nodi cosiddetti ‘core’ e ‘comprehensive’, che ne determina l’accesso ai finanziamenti CEF – provenienti dal fondo Connecting Europe Facility, che nel periodo 2021‑2027 ammonta a 25,81 miliardi di euro. Il Forum ha confermato la volontà della Commissione di accelerare la revisione della rete, introducendo anche un nuovo livello intermedio, chiamato ’extended core network’, con obiettivi al 2040.
Le novità per l’Italia: porti, interporti e nodi urbani
La revisione della rete presentata al Quarto Forum TEN‑T ha, di fatto, premiato l’Italia con un ampliamento significativo dei nodi riconosciuti.
Entrano pertanto nella rete ‘core’ quattro terminal merci: Fernetti, Santo Stefano Magra, Segrate e Agognate, insieme al porto di Civitavecchia e alla dorsale adriatica.
Anche la rete ‘comprehensive’ vede l’aggiunta di sei porti, ossia Capri, Ischia, Ponza, Porto Empedocle, Porto Santo Stefano e Procida, di tre aeroporti e di otto interporti, da quello di Busto Arsizio‑Gallarate a quello di Portogruaro.
La Commissione propone inoltre l’inclusione di quaranta nuovi centri urbani italiani, con l’obbligo di adottare PUMS e adeguare le tratte di collegamento.
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Fernetti e la strategia del Nord‑Est
Tra le novità più rilevanti spicca Fernetti, nuovo terminal ‘core’ al confine con la Slovenia. Negli ultimi anni l’interporto ha consolidato alleanze internazionali, come l’ingresso di Duisport, e ampliato le proprie aree operative.
Per Zeno D’Agostino, presidente dei porti di Trieste e Monfalcone, il riconoscimento rafforza il sistema logistico regionale e valorizza gli investimenti dell’Autorità di Sistema Portuale, che trovano ulteriore riscontro nell’accesso ai fondi CEF – con i quali l’hub di Fernetti potrà accelerare ulteriormente la propria crescita.
L’altra faccia della medaglia: i ritardi che frenano la competitività
Accanto alle opportunità, il Forum ha riportato in primo piano le criticità. Carlo De Ruvo, presidente di Confetra, in concomitanza con l’evento sulle reti TEN-T ha espresso ‘forte preoccupazione’ per i ritardi nelle grandi opere, che mettono a rischio la competitività del Paese.
Il caso del Brennero è emblematico: l’accesso ferroviario tedesco sarà pronto solo nel 2043, limitando per anni l’utilizzo del Tunnel di base e incidendo sugli scambi intraeuropei, da cui dipende oltre il 60% dell’export italiano.
Analoga attenzione merita il Terzo Valico, decisivo per Genova e i porti liguri: l’opera dovrebbe essere completata nel 2028, ma la piena efficacia dipenderà dal potenziamento delle tratte a nord e dall’eliminazione di nuove strozzature, come l’asse Pavia‑Voghera.
Una rete che funziona solo se completa
Secondo De Ruvo, «una rete TEN‑T vale soltanto se completa, interoperabile e accessibile lungo l’intero corridoio».
Ogni ritardo genera infatti costi logistici, perdite di competitività, deviazioni dei traffici e rallentamenti degli obiettivi europei di decarbonizzazione.
Per Confetra servono cronoprogrammi pubblici, continuità finanziaria e un monitoraggio unitario di valichi, accessi, nodi e porti, oltre a soluzioni transitorie che evitino di scaricare sui territori il peso dei ritardi.
Tra ambizione europea e responsabilità nazionale
Il Quarto Forum TEN‑T ha mostrato sia un’Europa che accelera, sia un’Italia che ottiene nuovi riconoscimenti strategici.
Ha però anche ricordato che la competitività logistica non dipende dalla somma delle opere, bensì dalla loro capacità di funzionare come una rete, senza soluzione di continuità.
Il rispetto dei tempi, come sottolineato Confetra, è una delle condizioni essenziali per monetizzare la posizione geografica del Paese in termini di crescita, di occupazione e di attrattività internazionale.




