Anche il magazzino si digitalizza. Per aumentare l’efficienza dei processi di movimentazione e gestione delle merci stoccate, si affina l’attenzione sull’integrazione dei processi.

I ‘semplici’ WMS non bastano più e si cerca l’anello di congiunzione con i System Integrator per il compimento di una logistica 4.0.

Ma di che cosa si tratta esattamente?

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Integrare WMS e processi

Uno dei nervi scoperti della gestione del magazzino è rappresentato dai suoi principali protagonisti, ossia i carrelli.

Le flotte di carrelli ed i relativi operatori rappresentano il passaggio operativo, pratico e fisico, che completa le fasi di gestione software con quella hardware del material handling.

I carrelli elevatori si muovono all’interno dell’ambiente del magazzino ancora in modo per lo più tradizionale, vale a dire senza una reale integrazione con i software gestionali: anche il WMS più potente, ad un certo punto, è costretto a ‘passare la mano’ al carrello ed al suo operatore umano.

Ecco dunque un punto da ottimizzare nella gestione complessiva dei processi di magazzino.

 

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Ottimizzare le risorse

I carrelli sono una delle principali risorse del magazzino, per non dire parte del suo ‘patrimonio’: la frammistione di software WMS e gestione analogica fa sì che parte dell’efficienza venga ‘erosa’.

Non è un caso che siano oggi proposti sul mercato software che si occupano proprio di integrare i WMS più diffusi con la gestione della flotta di carrelli: ottimizzarne le risorse è l’obiettivo principale, che passa soprattutto attraverso la limatura dei tempi di missione dei singoli mezzi.

 

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Carrelli e machine learning

Dietro ad una direzione ‘da remoto’, ma costantemente aggiornata e flessibile, delle missioni dei carrelli vi sono due tecnologie tra le più citate nel lessico professionale degli ultimi anni: Intelligenza Artificiale e Machine Learning.

Di fatto si tratta di incrociare flussi di dati enormi, non gestibili con carta, penna e pazienza umana, imparando al contempo dall’esperienza.

Nel suo risvolto più pratico, lo si potrebbe immaginare come un direttore d’orchestra preposto a dirigere un autoscontro: sulla pista, che è il magazzino, nessun carrrello deve scontrarsi, ad intervenire deve essere sempre il più vicino al prodotto a scaffale e nessun veicolo deve rimanere inattivo o senza energia.