- Safety by Design: progettare oggi la manutenzione di domani
- Un soppalco permanente dedicato alla manutenzione del trasloelevatore
- Dal soppalco alla manutenzione: la Passerella tecnica “Cambio Funi”
- Manutenzione del trasloelevatore in sicurezza: la procedura operativa
- Un sistema pensato per accompagnare l’intero ciclo di vita del magazzino
La manutenzione del trasloelevatore è oggi uno dei nodi critici nella gestione dei magazzini automatici vista la tendenza, consolidatasi negli ultimi anni, di costruire impianti dalle altezze sempre più elevate. Magazzini con altezza superiore ai 30 metri rappresentano ormai una realtà consolidata nei settori alimentare, farmaceutico, manifatturiero e della grande distribuzione. Se da un lato questa evoluzione ha consentito di incrementare la capacità di stoccaggio e migliorare l’efficienza operativa, dall’altro ha posto nuove esigenze sotto il profilo dell’accessibilità e della manutenzione degli impianti.
Intervenire sulla sommità di un magazzino automatico significa operare in condizioni particolarmente complesse: spazi limitati, presenza di organi meccanici in movimento, quote elevate e necessità di garantire la massima sicurezza agli operatori. Per molti anni queste attività sono state affrontate mediante opere provvisionali o procedure temporanee che, pur nel rispetto delle normative vigenti, comportavano tempi di preparazione elevati, costi aggiuntivi e inevitabili fermi impianto.
L’evoluzione della progettazione strutturale sta però introducendo un nuovo paradigma: la manutenzione non è più un’attività da gestire dopo la realizzazione del magazzino, ma un requisito progettuale da integrare fin dalle prime fasi di sviluppo. È il principio della Safety by Design, secondo cui ogni elemento strutturale viene concepito non solo per garantire le prestazioni dell’impianto, ma anche per renderne sicura e agevole la gestione durante l’intero ciclo di vita.
Da questa filosofia nasce un sistema integrato di accesso e manutenzione in quota composto dal soppalco di sommità e dalla Passerella tecnica di manutenzione “Cambio Funi”, due soluzioni sviluppate per consentire interventi programmati e straordinari direttamente alla quota di esercizio del trasloelevatore, in condizioni di sicurezza, ergonomia e pieno controllo operativo.
Un soppalco permanente dedicato alla manutenzione del trasloelevatore
Il soppalco di sommità non è una semplice piattaforma di servizio installata al termine della costruzione dell’impianto, ma un elemento strutturale progettato e dimensionato contestualmente al magazzino automatico. Fin dalle prime fasi di progettazione viene integrato nel modello strutturale della scaffalatura, concorrendo alla definizione dei percorsi di accesso, delle aree di lavoro e delle future attività ispettive e manutentive.

La sua progettazione richiede un’attenta analisi delle geometrie dell’impianto, delle interferenze con il trasloelevatore, dei carichi permanenti e variabili, delle condizioni di esercizio e delle esigenze manutentive previste lungo l’intero ciclo di vita del magazzino. Ogni dettaglio viene sviluppato affinché il soppalco si integri perfettamente con la struttura portante senza interferire con il funzionamento dell’automazione.
Realizzato in carpenteria metallica zincata, il soppalco è dotato di pavimentazione antisdrucciolo, parapetti di protezione, cancelli di sicurezza, illuminazione tecnica e predisposizioni per i sistemi anticaduta. La configurazione dell’area di lavoro è studiata per garantire la massima ergonomia durante gli interventi e consentire agli operatori di muoversi in sicurezza anche a oltre trenta metri di altezza.
Il soppalco diventa così una vera e propria infrastruttura tecnica permanente che accompagna il magazzino durante tutta la sua vita operativa. Non costituisce soltanto il punto di accesso alla parte superiore dell’impianto, ma rappresenta il nodo centrale dal quale si sviluppa l’intero sistema di manutenzione in quota, collegando le diverse aree operative e consentendo l’accesso alla Passerella tecnica di manutenzione “Cambio Funi”.
Questo approccio riflette pienamente il principio della Safety by Design: la sicurezza viene incorporata nella progettazione stessa dell’opera e non affidata esclusivamente alle procedure operative o ai dispositivi di protezione individuale. La manutenzione diventa così un parametro progettuale al pari della capacità di stoccaggio, della resistenza strutturale e delle prestazioni dell’impianto, offrendo al gestore una soluzione che migliora l’accessibilità, riduce i tempi di fermo e rende gli interventi più efficienti e prevedibili.

Dal soppalco alla manutenzione: la Passerella tecnica “Cambio Funi”
Il soppalco di sommità rappresenta il punto di partenza di un sistema di accesso ancora più evoluto.
Una volta raggiunta la piattaforma e completata la procedura di messa in sicurezza dell’impianto, il personale autorizzato può accedere, attraverso appositi cancelli di sicurezza posti all’inizio della scaffalatura, alla Passerella tecnica di manutenzione “Cambio Funi”, una soluzione proprietaria integrata direttamente nella struttura della scaffalatura.

L’apertura dei cancelli è subordinata a una procedura operativa certificata che garantisce il completo isolamento dell’impianto e assicura che ogni intervento venga eseguito in condizioni di totale sicurezza. La standardizzazione delle operazioni consente inoltre di rendere gli interventi ripetibili, controllabili e perfettamente integrati nei piani di manutenzione programmata.
La passerella cambio funi è integrata direttamente nella scaffalatura e occupa la posizione normalmente destinata a un’unità di carico. Sviluppandosi longitudinalmente lungo la corsia del magazzino, costituisce un percorso permanente che sfrutta il volume tecnico della struttura senza alterarne la funzionalità. Questa configurazione permette ai manutentori di raggiungere in sicurezza il trasloelevatore e tutti gli organi meccanici installati nella parte alta dell’impianto, operando direttamente alla quota di esercizio.

Manutenzione del trasloelevatore in sicurezza: la procedura operativa
Alla base della procedura certificata che regola l’accesso alla passerella (vedi video sotto) c’è un principio semplice quanto efficace: l’apertura dei cancelli di sicurezza è resa possibile solo dalle stesse chiavi che comandano l’avviamento del trasloelevatore. Finché le chiavi restano inserite nel pannello di comando a piano terra, la macchina è operativa e i cancelli di accesso alla passerella restano bloccati.
A titolo esemplificativo, nel caso in cui vengano rimosse le chiavi del trasloelevatore N.2, queste consentiranno esclusivamente l’apertura del cancello di destra sul soppalco, a quota +29 m, e lo sblocco meccanico della passerella di cambio funi verso il trasloelevatore N.2.
La configurazione del sistema impedisce fisicamente all’operatore di utilizzare la passerella per raggiungere il trasloelevatore N.1, posto a sinistra.
Lo sblocco meccanico relativo al trasloelevatore N.1 è infatti azionabile esclusivamente mediante la chiave dedicata al trasloelevatore N.1. In questo modo ogni chiave è univocamente associata al relativo trasloelevatore e alla corrispondente zona di intervento, evitando che l’operatore possa accedere accidentalmente alla macchina adiacente.
L’accesso all’area di lavoro avviene attraverso un doppio sistema di cancelli posti sulla passerella stessa, progettato per garantire in ogni momento la disponibilità di una rapida via di fuga, anche con la passerella completamente aperta verso la corsaa. Prima di accedere al piano di lavoro, l’operatore si aggancia con cinture di sicurezza a quattro punti di ancoraggio distinti; solo a quel punto, con la medesima chiave utilizzata per l’accesso, sblocca l’ultimo dispositivo di protezione meccanico che consente di raggiungere la passerella vera e propria.

Da questa posizione, alla sommità del trasloelevatore, l’operatore ha accesso diretto a rulli, ruote di contrasto, binari di scorrimento, pulegge e sensori di controllo, con la possibilità di condurre in sicurezza tutte le attività previste, tra cui:
- sostituzione delle funi di sollevamento;
- verifica delle pulegge e delle ruote di contrasto;
- controllo degli organi di scorrimento;
- manutenzione dei componenti meccanici ed elettromeccanici;
- attività ispettive previste dai piani di manutenzione programmata.

Al termine dell’intervento la sequenza si ripercorre in ordine inverso: l’operatore richiude i dispositivi di protezione e rientra verso il soppalco, mentre un blocco meccanico automatico impedisce la riapertura accidentale della passerella una volta raggiunta la posizione di chiusura. Solo a quel punto la chiave può essere rimossa e riportata al pannello di comando, con la certezza meccanica, oltre che procedurale, che la macchina possa essere riarmata in sicurezza.
Un aspetto rilevante di questa architettura è la possibilità di isolare il singolo trasloelevatore oggetto dell’intervento, lasciando pienamente operativo il resto del magazzino: un vantaggio significativo negli impianti che lavorano a ciclo continuo, dove l’interruzione dell’intera corsia comporterebbe costi e ritardi ben più rilevanti.
| Fase | Cosa succede |
| Chiavi inserite nel pannello di comando del traslo | Il trasloelevatore è attivo, i cancelli di accesso alla passerella restano bloccati |
| Rimozione delle chiavi | La macchina si spegne e viene portata in posizione di manutenzione |
| Apertura cancelli di sicurezza | L’operatore usa la stessa chiave per accedere alla passerella |
| Aggancio ai punti di ancoraggio | Fissaggio ai 4 punti di sicurezza e sblocco del dispositivo meccanico |
| Accesso alla passerella | Intervento su rulli, pulegge, binari e sensori alla quota di esercizio |
| Chiusura e riarmo | Blocco meccanico automatico, chiave inserita nel pannello di avviamento, macchina riarmata |
Un sistema pensato per accompagnare l’intero ciclo di vita del magazzino
L’integrazione tra soppalco di sommità, cancelli di sicurezza, Passerella tecnica di manutenzione “Cambio Funi” e procedure operative certificate dà vita a un sistema permanente progettato per accompagnare il magazzino durante tutto il suo ciclo di vita. Il risultato è una significativa riduzione dei tempi di fermo impianto, una maggiore sicurezza per gli operatori e una gestione della manutenzione più efficiente, pianificabile e sostenibile.

Se la logica della Safety by Design trova la sua espressione più compiuta nei nuovi impianti, dove soppalco e passerella vengono dimensionati fin dalle prime fasi progettuali insieme alla scaffalatura, lo stesso sistema può essere applicato anche a magazzini automatici già esistenti, come testimonia l’esperienza di Eurometal, inclusi impianti risalenti agli anni Novanta e non originariamente pensati per ospitarlo.
In questi casi l’installazione comporta la rinuncia a una o due postazioni pallet a corridoio, dove la passerella viene inserita indifferentemente sul lato destro o sinistro della scaffalatura, consentendo l’accesso a uno o due trasloelevatori.
La condizione necessaria resta la presenza di un soppalco di sommità nel punto in cui è previsto l’accesso alla passerella: un requisito strutturale minimo che rende il sistema una soluzione di adeguamento percorribile anche per gli impianti già in esercizio.




