In tutto il mondo i tassi di inflazione tendono ad aumentare e la recessione si prospetta come tutt’altro che una vaga ipotesi. Cosa possono dunque fare i Chief Supply Chain Officer nel pianificare le azioni dei prossimi mesi per rispondere alle esigenze della catena di approvvigionamento e insieme contrastare gli effetti della crisi?

Secondo Gartner, nota società di analisi, le strade percorribili sono almeno quattro: avere come mission un’esecuzione impeccabile della supply chain, far sì che i team siano allenati alle situazioni critiche, gestire la riduzione dei costi e proteggere la spesa per gli investimenti.

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La mission della supply chain

Secondo Gartner la maggior parte delle organizzazioni che operano nella catena di approvvigionamento ha già sviluppato piani di emergenza volti a migliorare l’efficienza per compensare un tasso di inflazione considerabile normale. Queste organizzazioni dovrebbero dunque incoraggiare i loro team a mettere in atto questi piani rimanendo concentrati sul loro ruolo fondamentale, che deve soddisfare la domanda per catturare il margine di profitto.

 

Team allenati

Altro punto è far sì che le squadre di lavoro siano all’altezza delle situazioni. Una situazione di crisi economica è spesso vista in termini esclusivamente negativi, ma può rivelarsi anche un ottimo campo di allenamento: per valutare e sviluppare le capacità di gestione dei propri team si tratta di opportunità uniche.

Ad esempio, tassi di interesse e prezzi dei materiali più elevati dovrebbero indurre a riduzioni delle dimensioni dei lotti di produzione, ove possibile, per riequilibrare la capacità e l’economia del capitale circolante.

 

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Gestire margini e liquidità

Nel panorama inflativo che si prospetta, molte aziende stanno rispondendo con azioni per gestire il margine e la liquidità a disposizione nell’ambito della pianificazione delle vendite e delle operazioni.

Tra maggio e giugno 2022 Gartner ha condotto un sondaggio coinvolgendo 130 manager dal quale si è evito che, agendo sui prezzi, il 57% delle aziende è stata in grado di mantenere i propri margini di profitto, agendo poco o nulla sui propri piani di spesa.

Chi si occupa invece di servizi – eccezion fatta che per i campi sanitario e informativo – ha minor facilità ad agire sui prezzi e dunque si è visato, nel 17% dei casi, a dover dilazionare i termini di pagamento nei confronti dei clienti.

 

Gestire la riduzione dei costi

Sebben la maggior parte delle catene di approvvigionamento operino già con costi minimi, i controlli periodici possono essere importanti. Allo stesso modo per migliorare l’efficienza è utile consolidare i ruoli, implementando funzioni come qualità del sito, sicurezza, manutenzione della conformità ambientale e miglioramento continuo tramite un numero inferiore di team con una migliore concentrazione e allineamento.

«È importante concentrarsi sulla massimizzazione della capacità della catena di approvvigionamento di controllare l’inventario e ottimizzare il costo della fornitura dei prodotti. L’ansia e la paura create da un controllo generale non focalizzato durante questi periodi crea il rischio di distrazione dalla missione principale di operare in modo efficace per soddisfare la domanda e servire i clienti», afferma Paul Lord, analista senior director presso Gartner.

 

Proteggere la spesa per gli investimenti

Uno degli insegnamenti dell’ultimo periodo di recessione economica è stato che i leader della crescita hanno reintrodotto la spesa in conto capitale dopo una recessione e lo hanno fatto molto più velocemente dei loro pari. Ecco perché i Chief Supply Chain Officer dovrebbero essere protettivi riguardo ai loro investimenti tecnologici pianificati per non rimanere indietro rispetto ai loro concorrenti.

Secondo un sondaggio Gartner, produttori e rivenditori sono più protettivi nei confronti della spesa per l’innovazione dei prodotti, lo sviluppo dei talenti e gli investimenti tecnologici per l’analisi dei prezzi e l’automazione delle operazioni. Le aziende incentrate sui servizi sono più protettive degli investimenti tecnologici come l’automazione del back-office e la visibilità operativa per una maggiore efficienza.