Shipping globale, reti in movimento tra Far East, Medio Oriente e Mediterraneo

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Foto di alex dutemps da Pixabay

Il trasporto marittimo affronta l’ennesima nuova fase di riconfigurazione strategica, effettuata dalle principali compagnie container che stanno intervenendo sulle proprie reti per rispondere a un mercato permanentemente instabile, alle pressioni geopolitiche che non accennano ad allentarsi e alla necessità di garantire la continuità operativa. 

Le ultime analisi di Alphaliner e gli annunci degli operatori mostrano un mosaico in evoluzione che si muove su Asia, Medio Oriente e Mediterraneo.

Medio Oriente: l’asse Emirati–Iraq si rafforza

Nel Golfo, teatro delle tensioni che hanno catalizzato l’attenzione mondiale, AD Ports Group ha inaugurato un collegamento settimanale tra Khalifa Port, scalo terminalistico degli Emirati Arabi Uniti, e Umm Qasr, città portuale irachena sulla quale si concentrano progetti di espansione infrastrutturale, unendo capacità container e Ro‑Ro. 

L’iniziativa, accompagnata da investimenti logistici in entrambi gli scali, punta a consolidare i flussi tra Levante, GCC, Turchia ed Europa. Il gruppo emiratino parla di ‘corridoi diversificati’ e di un rafforzamento della resilienza regionale, in un’area che ha un ruolo sempre più centrale per le catene di approvvigionamento globali.

Far East: MSC riorganizza la rete intra-asiatica

Tra le varie riorganizzazioni, spiccano le decisioni di MSC, che ha avviato una revisione profonda dei servizi regionali asiatici eliminando il loop Bayan Ko e ridisegnando sette rotazioni che toccano Cina, Vietnam, Filippine, Indonesia, Corea, Taiwan e Singapore. 

Le unità impiegate, tra i 2.500 e i 4.500 TEU, operano ora su schemi più lineari. Secondo Alphaliner, l’obiettivo è ottimizzare l’impiego della flotta e mantenere una copertura capillare in un mercato dove la concorrenza dei vettori asiatici è sempre più aggressiva.

Far East–Bangladesh: Maersk razionalizza quattro servizi chiave

L’altro gigante dello Shipping, Maersk, interviene sulle rotazioni SH1, SH2, SH3 e IA7, eliminando scali ridondanti come Hong Kong, Qui Nhon, Da Nang, Kaohsiung, Mongla e Shantou. Le nuove configurazioni privilegiano collegamenti più diretti tra Cina, Giappone, Malesia, Singapore e l’hub di transshipment rappresentato da Chittagong, in Bangladesh. 

Le modifiche, evidenzia Alphaliner, rispondono alla necessità di garantire regolarità e tempi di transito competitivi su una direttrice fondamentale per il settore tessile e per l’export verso Europa e Stati Uniti.

Mediterraneo: Maersk assume la guida dell’Adriatic Service 

Nel bacino mediterraneo, Maersk sostituisce ONE come vessel provider del servizio AD1, operato con Admiral Feeders. La rotazione viene ripensata con l’ingresso di Haifa e Ashdod al posto di Aliaga e Pireo. ONE resta nel servizio come slot charterer, ma senza accesso agli scali israeliani. 

La mossa rafforza la presenza di Maersk nel Levante e ricalibra i collegamenti tra Adriatico ed Egitto, in un momento in cui la regione è al centro di tensioni e riallineamenti logistici.

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