Arriva il 5G ed è notizia ormai non più tanto fresca. Mentre però tanti si soffermano su cosa si potrà fare grazie all’aumentata potenza di trasmissione delle nuove reti, ancora pochi parlano di che cosa non si potrà più fare.

Non stiamo tanto parlando di servizi, quelli continueranno ad esistere tutti, quanto di   utilizzo di strumenti che sulla rete 3G si appoggiano e, pertanto, di ciò che tramite essi siamo abituati a fare.

Negli USA, per esempio, la Federal Motor Carrier Administration ha lanciato un alert proprio al mondo dell’autotrasporto riguardo ai tanti dispositivi utilizzati a bordo dei mezzi pesanti.

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Dal 3G al 5G, effetti collaterali

Com tutte le innovazioni, il 5G porta con sé molteplici vantaggi, ma anche degli effetti collaterali quasi inevitabili. Il più evidente è che quei dispositivi che non sono in grado di recepire reti successive alla 3G non potranno più funzionare.

Dal punto di vista delle telefonia poco male, si dirà: molte compagnie dichiarano percentuali di device 3G attualmente concessi alle loro reti che si aggirano attorno ad un irrisorio 1%.

Dov’è però che di solito si annida l’obsolescenza? Negli strumenti di lavoro, investimenti passati che gli imprenditori vorrebbero far fruttare il più a lungo possibile, ma ai quali il ricambio tecnologico impone un rinnovo.

 

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Camion e 5G

L’alert inviato dalla Federal Motor Carrier Administration statunitense ai vettori che operano nel settore dei mezzi pesanti è valido anche ad altre latitudini: il parco mezzi circolante non è dei più giovani e, con esso, anche tanta della tecnologia di bordo.

Il discorso è perfettamente trasferibile in Italia, che da anni lamenta un invecchiamento del parco veicoli pesanti preoccupante.

Con l’arrivo del 5G e la dismissione del 3G, nel giro di pochi mesi si assisterà alla ‘morte’ di svariati dispostivi a bordo dei camion: basti pensare a tutto ciò che funziona grazie ad una connesso e internet, come antifurti, localizzato per rimorchi, telecamere di sicurezza e scatole nere di bordo.

Molti di questi dispositivi non sono di ultima generazione e non sono predisposti per ricevere il 5G; si dovrà dunque correre per sostituirli con versioni più aggiornate, pena la mancata trasmissione dei dati di viaggio dei mezzi.