Il Centro Studi Fedespedi ha pubblicato la quinta edizione dei ‘I Terminal container in Italia: un’analisi economico-finanziaria, mettendo così in chiaro i dati delle performance economico-finanziarie delle società di gestione dei principali terminal italiani.

Si tratta dei porti di Ancona (Adriatic Container Terminal), La Spezia (La Spezia Container Terminal), Salerno (Salerno Container Terminal), Genova (Southern European Container Hub e Voltri Terminal Europa), Gioia Tauro (Medcenter Container Terminal), Livorno (Terminal Darsena Toscana), Napoli (Co.Na.Te.Co), Ravenna (Terminal Container Ravenna), Trieste (Trieste marine Terminal) e Venezia (Venezia Container Terminal).

L’analisi è particolarmente interessante in virtù del ruolo che la terminalistica ha per il sistema logistico ed economico, oltre che per l’attività delle compagnie marittime nei processi di integrazione verticale della filiera logistica.

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I Teu movimentati

Le performance operative – ossia i Teu movimentati – parlano di una crescita nel 2020. 

Gli 11 terminal analizzati hanno infatti movimentato complessivamente 8.580 milioni di Teu – il 79% del totale italiano (10,867 milioni di Teu) – su una superficie totale di 4,8 milioni di metri quadrati e avvalendosi di 87 gru da banchina; rispetto al 2019, nel 2020 hanno registrato una crescita complessiva dell’1,6% in termini di Teu movimentati. 

 

Una crescita a metà

Il risultato è di segno positivo nel suo complesso, ma è determinato sostanzialmente dalle performance dei porti del Sud: in particolare del Medcenter Container Terminal di Gioia Tauro (+26,6%), che dopo il passaggio del controllo al gruppo MSC, tramite la controllata TIL, è ritornato sopra i 3 milioni di Teu, e del Salerno Container Terminal (+47,2%). 

Gli altri terminal hanno invece risentito della crisi pandemica e della conseguente riduzione delle attività economiche e dei traffici. Punte negative sono state registrate a Genova, primo porto container a livello nazionale, che registra -13,4% al Sech e -13,5% a Voltri, a La Spezia (-17,1%) e a Venezia (-17,8%); migliori le performance di Trieste (-0,1%) e Napoli (+1,4%).

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Fatturati condizionati dalla pandemia

Per quanto riguarda, invece, le performance economico-finanziarie, il lungo blocco dell’economia mondiale ha pesato sulle attività delle società terminalistiche italiane. 

I terminal hanno realizzato nel complesso un fatturato di 663,8 milioni di euro con un valore aggiunto di 388 milioni di euro e un risultato finale di 72,2 milioni di euro. 

Rispetto al 2019 (708,8 milioni di euro) il fatturato complessivo si è ridotto del -6,4%. Nonostante la flessione del fatturato, quasi tutte le aziende (ad eccezione di Genova Sech e Livorno) hanno chiuso positivamente il bilancio, pur con utili in calo (nel complesso si sono ridotti del -23,3%).  

I risultati dei singoli porti in termini di fatturato seguono i risultati delle performance operative (Teu movimentati): Gioia Tauro e Salerno registrano rispettivamente +27,2% e +10,2%. Risultati negativi, invece, a Genova Sech (-10,7%), Genova Voltri (-14,5%), La Spezia (-16,3%) e Venezia (-17,8%).

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