In estate l’attività della Supply Chain globale ha riassorbito il contraccolpo della pandemia, ma in Europa il fanalino di coda è rappresentato dallo UK. Perché?

È quanto si chiedono gli analisi britannici, osservando come domanda e fatturazioni riguardanti il mondo della Supply Chain non abbiano registrato gli stessi tassi di ripresa che negli altri Paesi.

Il trascinarsi della pandemia durante il periodo estivo e la gestione più ombre che luci della Brexit potrebbero stare influendo negativamente sull’andamento della Supply Chain, alle prese con il ‘nemico invisibile’ (ma oltremodo presente) Covid-19?

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Terzo quarto 2020, supply chain su del 15%

Nella Supply Chain globale i dati riportano una crescita durante il terzo trimestre dell’anno pari al 15%: se non un recupero totale rispetto ai livelli pre-Covid, in molti casi si è trattato di una compensazione più che valida.

Le transazioni effettuate nell’Eurozona hanno registrato una crescita notevole, addirittura del 26%, mentre gli Stati Uniti sono balzati avanti del 17%, comunque più della media globale dei singoli Stati.

Supply Chain britannica in affanno

I livelli degli scambi nello UK erano calati drasticamente, nel secondo trimestre 2020, del 23%: una conseguenza comprensibile causata dal lockdown.

Il problema è che l’atteso rimbalzo dei volumi delle transazioni nel trimestre successivo è stato più debole del previsto. A seguito di un luglio buono si sono infatti succeduti un agosto ed un settembre mediocri, che hanno portato il bilancio trimestrale a malapena 6,1 punti percentuali più in alto rispetto al precedente.

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Un Q4 critico per lo UK

TradeShift, che ha fornito dei dati in merito all’andamento britannico, lascia trapelare una certa preoccupazione per l’andamento degli scambi nello UK. I volumi di luglio avevano normalizzato la Supply Chain, ma, adesso, per ‘salvare’ la sostenibilità del 2020 occorrerebbe un ultimo trimestre davvero forte.

Un augurio che sembra difficile da realizzare, come fa notare TradeShift, sia per la carenza globale di digitalizzazione nella Supply Chain – elemento penalizzante a prescindere – che per l’andamento della pandemia.

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