Aperti per ferie

L’estate ha rappresentato un’occasione da non perdere per le insegne distributive del largo consumo per presentarsi all’opinione pubblica in maniera positiva facendo leva sulla capacità di tenere aperti i punti vendita mentre tanti andavano in ferie e anche nei giorni festivi. Hanno celebrato così una vittoria normativa sancita dalla sentenza 98-2017 della Corte Costituzionale a proposito di libera concorrenza. Ad agosto le aziende aderenti a Federdistribuzione annunciavano “l’apertura dei punti vendita, fornendo così un servizio completo e continuativo ai cittadini che, per necessità o per scelta, resteranno in città. I negozi saranno sempre aperti nei giorni feriali e molti lo saranno anche la domenica e nella giornata festiva di Ferragosto”. In agosto, i milanesi in particolare hanno trovato aperti 273 negozi (194 alimentari e 79 non alimentari) tra centri commerciali, piccoli e grandi super, discount, grandi magazzini e superfici specializzate nei diversi prodotti non alimentari. Di questi 163 offrivano inoltre il servizio a domicilio.

“Ad essere garantito – precisa Federdistribuzione – non è soltanto lo shopping o la quotidiana spesa alimentare. Negli ultimi anni i punti vendita della distribuzione moderna sono diventati sempre più degli hub fornitori di servizi utili per i consumatori, che vi possono trovare servizi anche molto importanti, come ad esempio, in alcuni di maggiori dimensioni, i corner dedicati alla vendita dei farmaci, quelli cosiddetti “da banco” (OTC) e quelli Senza Obbligo di Prescrizione (SOP). A questi servizi essenziali si possono aggiungere anche tutta una serie di servizi accessori come la spesa on-line, la vendita di ricariche telefoniche, la stampa delle foto, i servizi di sartoria, il pagamento di bollettini e, soprattutto nei punti vendita più grandi, servizi assicurativi, agenzie viaggio o la vendita di carburanti (in quest’ultimo caso con un risparmio medio per i consumatori di circa 10 centesimi”.

Per quanto riguarda le domeniche e le festività di agosto, nelle prime due domeniche del mese (6 e 13 agosto) sono rimasti aperti rispettivamente 224 e 217 negozi (pari all’ 82% e al 79,5% del totale). Nelle successive domeniche del 20 e 27 agosto cittadini e turisti hanno potuto contare su 220 e 238 punti vendita nei quali fare gli acquisti necessari (pari all’ 80,6% e all’ 87,2% del totale). Nella giornata di martedì 15 agosto, le saracinesche sono rimaste alzate per 190 punti vendita, il 69,6% del totale.

“Le aperture durante i mesi estivi hanno assunto, ormai, un carattere di servizio sociale nei periodi in cui storicamente le città sono meno popolate – afferma Giovanni Cobolli Gigli, Presidente di Federdistribuzione – assicurando un servizio essenziale e migliorando la vita delle persone che rimangono in città. Pensiamo ad esempio ai più anziani, che altrimenti dovrebbero percorrere lunghe distanze sotto il sole per arrivare ad un negozio aperto e che possono anche trovare un’occasione di sollievo dall’afa estiva”.

La sentenza della Corte Costituzionale citata riconosce dunque piena libertà alle attività commerciali anche nei giorni ritenuti in precedenza inviolabili: 1 gennaio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giungo, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre. E lo fa intervenendo nel conflitto Stato-Regioni sui confini tra commercio e libera concorrenza, con la prima materia assegnata alle Regioni e la seconda do competenza dello Stato.

Quanto disposto dalla Suprema Corte precisa la norma su liberalizzazione del mercato e tutela della concorrenza. Su orari e aperture vige ora il pieno principio dell’assenza di limiti, comprese le Regioni a Statuto Speciale. La Valle d’Aosta già nel 2014 e il Friuli recentemente se sono infatti viste baciare le loro osservazioni circa la garanzia di alcuni giorni di chiusura che rappresenterebbe una misura di tutela dei lavoratori come previsto dalla Costituzione (art. 36). Una tesi non condivisa dai giudici della Corte in quanto la questione riguardante l’apertura degli esercizi commerciali può essere messa in discussione soltanto per motivi ambientali, di ordine pubblico, salute e sicurezza pubblica.

 

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