Passi avanti troppo corti

hand flagsAll’assemblea di Fedespedi il presidente Piero Lazzeri, che al termine dell’incontro ha lasciato l’incarico a Roberto Alberti, ha riconosciuto alcuni elementi positivi nello sviluppo del sistema Paese che va però avanti fra troppe incertezze, rallentato da innumerevoli vischiosità burocratiche. A 14 miliardi di euro il fatturato degli spedizionieri internazionali secondo lo studio “Fast Forwarding Italy”.

Accelerazione insufficiente

Nel rapporto “Doing Business 2016” l’Italia scala la classifica di 11 posizioni: “Oltre al Jobs Act – spiega Lazzeri – gli esperti della Banca Mondiale apprezzano le misure adottate per introdurre finalmente il processo telematico con cui siamo riusciti a migliorare almeno un po’ l’immagine non certo buona che i nostri tribunali hanno all’estero. Tuttavia quest’ accelerazione non cancella la distanza che ci separa dagli altri paesi industrializzati, soprattutto per quanto riguarda fisco ed efficacia dei contratti, due voci nelle quali l’Italia figura ancora saldamente in fondo alla classifica, con in cima al ranking Singapore e Nuova Zelanda”. Argomentazioni che hanno alimentato il dibattito seguito dopo la presentazione da parte di Fabrizio Dallari, direttore del Centro di ricerca sulla Logistica dell’Università Cattaneo LIUC, dell’indagine “Fast Forwarding Italy” sulle società di spedizione internazionali, e dell’intervento di Luca Saporetti, Customer Logistic & Planning Director di Campari.

Uno che non dorme la notte

Il lavoro di Dallari ritrae 1.750 aziende di spedizione attive in Italia (di cui oltre 1.500 associate a Fedespedi), per un totale di 30.000 addetti diretti, capaci di generare nel 2014 un fatturato complessivo di 14 miliardi di euro e 14,9 miliardi di euro di diritti doganali (IVA e dazi) versati lo scorso anno nelle casse dello Stato per conto dei propri clienti. “Per me è un personaggio che non dorme la notte”, ha affermato tra l’altro Saporetti tracciando in poche parole l’identikit dello spedizioniere internazionale, un imprenditore chiamato a risolvere una marea di problemi che ostacolano giornalmente la distribuzione mondiale delle merci. Alla tavola rotonda si sono aggiunti Damiano Frosi di Osservatori. net, l’istituto di ricerca promosso dal Politecnico di Milano, Giuseppe Berta Direttore del Dipartimento Analisi Politiche e Management dell’Università Bocconi e Lorenzo Cuocolo Docente di Diritto comparato allo stesso ateneo.

Pesa l’incertezza del diritto

Frosi ha riconosciuto agli spedizionieri un ruolo importante nell’ambito della contract logistics in crescita in Italia: “Vale 42,6 miliardi di euro, a fronte dei 66,4 della logistica gestita direttamente dalle imprese”. Berta: “La logistica è un settore che si carica sulle spalle i problemi dell’economia italiana e che riflette le incognite prodotte dalla delicatezza determinata dalla transizione che si sta attraversando. L’industria deve rendersi conto che non esiste più un diaframma tra la fabbricazione dei manufatti e la loro distribuzione”. A Cuocolo il compito di sottolineare la questione dei tempi introdotta dallo stesso Lazzeri: “Quelli  delle istituzioni sono enormi. Portare a termine le procedure burocratiche necessarie ad avviare un’attività comporta sforzi esagerati che si accompagnano ai tempi biblici della giustizia italiana. Non essendoci nel nostro paese certezza del diritto diventa difficile fare attività d’impresa”.

Cambia la presidenza

Alla parte pubblica dell’assemblea di Fedespedi ha fatto seguito quella tra i soli soci che hanno eletto Roberto Alberti nuovo presidente in sostituzione di Lazzeri che conduceva la Federazione dal 2009. Alberti è amministratore delegato e presidente della CIS, impresa di famiglia attiva nel settore delle spedizioni internazionali,

 

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