RFID per efficienza e qualità nel tessile


L’identificazione a radio frequenza semplifica e velocizza la movimentazione delle pezze di tessuto, prima impostata su etichette barcode, eliminando i possibili errori umani e i problemi derivanti da stampa e posizionamento del cartellino all’interno degli imballi

di Aldo Cavalcoli

L’attività del Cotonificio Carlo Bonomi inizia nel 1860, con un opificio di tessitura per la produzione dei velluti. Il salto di qualità avviene nel secondo dopoguerra, con un ampliamento e una riorganizzazione che ha esteso la rete commerciale in tutta l’Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Azienda specializzata nella produzione di tessuti per l’abbigliamento, il Cotonificio Bonomi ha come propria metodologia produttiva quella di seguire passo dopo passo tutte le fasi della lavorazione dei tessuti, dalla scelta della materia prima fino alla realizzazione del prodotto finito, passando attraverso le fasi intermedie di tessitura, candeggio, tintura, finissaggio e imballaggio, con l’obiettivo di proporre un’articolata gamma di tessuti, tra cui cotone, elasticizzati in trama, velluti, fustagni e gabardine, tutti in un’ampia cartella colori. Con oltre 150 dipendenti e una produzione di circa 60.000 pezze all’anno, l’azienda oggi suddivide le sue operazioni su tre siti: lo stabilimento di Furato, in provincia di Milano, dedicato ai processi di orditura e tessitura con l’impiego di 60 telai, e a quelli di stoccaggio dei filati e dei tessuti grezzi; lo stabilimento di Cardano al Campo, in provincia di Varese, per lo stoccaggio dei tessuti candeggiati, la tintoria e il finissaggio, oltre a controllo qualità, confezionamento dei tessuti e laboratorio analisi; la sede amministrativa di Gallarate, in cui avviene anche lo stoccaggio e la spedizione delle pezze di tessuto finito.

Le esigenze dell’azienda
In questo contesto produttivo, dove la qualità del prodotto è considerata la base per mantenere una competitività conquistata con una costante attenzione all’innovazione dei processi, a un certo punto il management ha compreso che la stessa attenzione doveva essere rivolta anche agli aspetti logistici, e da qui l’approccio all’identificazione in radiofrequenza. Più precisamente, questo approccio è nato dall’esigenza di poter leggere il cartellino pezze in modo pratico, veloce e sicuro, e l’obiettivo lean, diversamente interpretabile come perseguimento della perfezione tramite continui miglioramenti, era avvertito anche per le attività del magazzino spedizioni, alla ricerca di un tool tecnologico atto a semplificare il passaggio di informazioni, eliminando la carta ed evitando così possibili errori di trascrizione. In sintesi l’esigenza, come ben espressa dal responsabile del magazzino finito, è nata dall’esigenza di semplificare la gestione e la movimentazione delle pezze finite.

Gestione controllo produzione e qualità dei tessuti
Nella filiera produttiva del Cotonificio Bonomi il controllo qualità è considerato una delle fasi più importanti, perché oltre a eliminare difetti sul tessuto porta anche a migliorare tutti i processi produttivi prima elencati, in un’ottica costruttiva e a tutto vantaggio del prodotto finale. Questa fase di controllo coinvolge tre macchine di verifica manuale, con l’ispezione del tessuto da grande rotolo, di circa 2500 metri, a rotolo finito più piccolo, mediamente di 50/60 metri. Operativamente l’addetto, guidato dalle schermate del software di controllo qualità, inserisce online i dati rilevanti dell’ispezione che sta eseguendo, con successiva memorizzazione delle informazioni in un database locale. Queste informazioni permettono poi al software di calcolare con precisione come attivare le operazioni di taglio del rotolo finito per garantire il livello qualitativo richiesto. Contemporaneamente una stampante RFID procede in automatico alla stampa della smartlabel: da ricordare che queste stampanti operano su label dotate di tag RFID (da cui la denominazione smartlabel), controllano il chip, ne programmano i dati verificandone la correttezza, e stampano anche eventuali barcode, descrizioni ed elementi grafici. Prima di applicare l’etichetta sul rotolo, l’operatore avvicina il tag RFID al controller desktop Red Wave in modo che il suo codice identificativo univoco sia associato al codice della pezza prodotta. Insieme a questa procedura, il Cotonificio Carlo Bonomi si avvale anche di un’altra tecnologia per il controllo qualità, denominata “sistema di piano di taglio ottimizzato”: in questo caso due macchine sono dedicate all’ispezione da grande rotolo a grande rotolo senza effettuare tagli, mentre un software specifico crea una mappa dei difetti riscontrati dall’operatore. Al termine della verifica del grande rotolo, il software di mappatura invia lo schema dei difetti rilevati a un secondo software di ottimizzazione che, a seconda dei parametri di taglio/qualità richiesti dai diversi clienti finali, propone differenti soluzioni di taglio. Una volta confermata dall’operatore la soluzione di taglio, questa è gestita automaticamente dalla macchina di taglio automatica Eureka realizzata da Gruppo Testa, con arrotolamenti ad alta velocità ed eliminazione automatica delle parti difettose. Alle pezze di tessuto così prodotte sono apposte in automatico le etichette RFID: in questo caso è l’etichettatore di Testa Systems, del Gruppo Testa spa e partner tecnologico del Cotonificio Bonomi, che durante la stampa dell’etichetta ne legge il codice identificativo e lo associa al codice della pezza confezionata dalla macchina. I rotoli di tessuti, prodotti e identificati con i tag RFID UHF, sono pronti per l’invio al  magazzino centrale di Gallarate, dove, tramite dei mobile computer Nordic ID Morphic, si procede all’identificazione delle pezze in arrivo, alla predisposizione dei lotti di spedizione dei singoli clienti, e alla realizzazione della relativa packing-list. Grazie alla doppia funzionalità barcode + RFID del mobile computer, Testa Systems ha creato una soluzione in grado di tracciare sia le pezze stoccate a magazzino con i classici codici a barre (operazione di lettura sequenziale, ossia rotolo per rotolo) che quelle munite di tag RFID, pronte per la spedizione finale.

RFID, alcuni dettagli tecnologici
L’architettura RFID realizzata per il Cotonificio Bonomi si basa su tag passivi operanti nella banda di frequenza UHF, che ben risponde alle richieste di velocità e di lettura massiva dei tag applicati ai rotoli di tessuto. In particolare, nello stabilimento di produzione a Cardano al Campo opera sull’impianto di taglio automatizzato l’etichettatore Black Eagle RFID di Testa Systems, che unisce alla tradizionale funzione Print&Apply anche la rilevazione del codice univoco del tag RFID, mentre il controller RFID Red Wave MRU80-M21-U di Softwork, altro partner tecnologico dell’azienda e fornitore della tecnologia di identificazione in radiofrequenza, è attivo sulle linea di verifica manuale. A ogni pezza di tessuto è applicata una smartlabel RFID UHF EPC ISO/IEC standard 18000-6 (parameter for air interface communications at 860-960Mhz), con chip prodotto da Alien Technologies. La realizzazione dell’etichetta avviene in ambiente Visual Basic Microsoft con supporto Mobile e Database MySql. Nel magazzino di Gallarate l’operatore dispone di un mobile computer Nordic ID Morphic con capacità di lettura di tag RFID UHF, per la gestione della movimentazione delle pezze, degli inventari e delle ubicazioni.

Risultati raggiunti e possibili futuri sviluppi
Conclusi i test a novembre 2012, la soluzione di Testa Systems è operativa presso il Cotonificio Bonomi dall’inizio di quest’anno, senza che si siano riscontrati particolari inconvenienti di implementazione, tanto da essere considerata come il primo step di un progetto espandibile in futuro. L’introduzione della soluzione RFID è stata pianificata per poter spalmare nel tempo l’investimento economico e senza stravolgere l’iter operativo del controllo qualità e gestione del magazzino, e una particolare cura è stata posta nel coinvolgere il personale, fornendo la necessaria formazione sulle nuove soluzioni tecnologiche implementate: gli operatori alle specole manuali sono stati istruiti all’utilizzo del reader desktop RedWave per l’associazione dell’RFID alla pezza prodotta, e gli addetti al movimento merce nel magazzino finito di Gallarate sono stati addestrati all’uso del mobile computer Nordic. Come risultati ottenuti, prima di tutto un abbattimento dei tempi morti nell’acquisizione dei dati delle singole pezze pronte alla spedizione/ricezione: prima dell’introduzione della tecnologia di identificazione in radiofrequenza le 30 pezze di tessuto contenute in un bancale erano identificate dal magazziniere in circa 4 minuti, con frequenti non-letture dovute alla polvere o allo strato di nylon che avvolge ogni rotolo, mentre con l’RFID la medesima operazione si conclude in 2-3 secondi, il che significa che la tracciabilità in magazzino delle pezze è ora 60 volte più veloce rispetto a prima, con un esito del 100% di rilevazione. Altri benefici hanno riguardato la soluzione del problema legato al tradizionale barcode, spesso illeggibile o rovinato durante il trasporto delle pezze, e il miglioramento della gestione delle giacenze, essendo ora possibile confrontare la giacenza fisica con quella teorica in tempi rapidi e in modo affidabile. Infine, è stato verificato che è effettivamente possibile integrare un nuovo software per la gestione totale dell’inventariato di magazzino in tempi brevi, e ottenere una gestione della logistica in modalità automatica, comprensiva delle ubicazioni di magazzino. In conclusione, un commento di Francesco Donaggio, responsabile IT del Cotonificio Bonomi: “Siamo consapevoli che l’adozione di queste tecnologie ci consentirà nuove implementazioni dell’impianto e ottimizzazioni delle risorse interne, e per quanto si sia ancora nella fase iniziale del progetto, ne avvertiamo le grandi potenzialità anche per ulteriori ampliamenti futuri; stiamo infatti progettando una nuova architettura per ottenere ulteriori informazioni da memorizzare nell’etichetta RFID, e questo passaggio apporterà un contributo decisivo per il miglioramento delle rilevazioni di inventario e della gestione delle ubicazioni di magazzino”.

Gli attori principali dell’applicazione
Testa Systems nasce per sviluppare software a supporto degli impianti del Gruppo Testa, di cui è parte. L’esperienza maturata negli anni nel settore meccano tessile ha poi permesso di operare in nuovi settori, con la fornitura di soluzioni customizzate per il controllo dei processi produttivi, e gestione, ove richiesto, della tracciabilità dei prodotti, ambito per il quale sono stati sviluppati etichettatori automatici sia custom tradizionali per barcode che per tag RFID. La tecnologia di identificazione in radiofrequenza adottata nell’applicazione del Cotonificio Bonomi è stata fornita da Softwork, distributore a valore aggiunto, partner di alcuni tra i principali leader di settore, tra cui FEIG Electronic per RFID passivi, Identec Solutions per RFID attivi, Nordic ID per mobile computing e Confidex per Hard-Tag e Special-Tag UHF; a questo si aggiunge la produzione di propri apparati, anche customizzati, con il brand RedWave

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