Sicurezza in corsia e non solo

In tempi di crisi molte imprese sono state costrette a ripensare buona parte dei loro processi aziendali, alla ricerca delle sacche di inefficienza e con l’obiettivo di eliminare quelle attività che apparentemente non creano valore o che sono ritenute ridondanti. Purtroppo la sicurezza talvolta partecipa a questo cinico “gioco della torre” in cui l’impresa, dovendo scegliere tra le diverse opzioni su quale puntare, investe su quelle direttamente connesse alla propria sopravvivenza.

Questo accade nonostante la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori sia un obbligo per il datore di lavoro, disciplinato dall’art. 17 del D.Lgs. 81/2008.

Evidentemente non è nemmeno pensabile formulare un mero computo economico sul ritorno dell’investimento in “sicurezza” nel momento in cui al denominatore vi è il costo per la salute o persino la vita delle persone. Piuttosto occorre considerare che più sicurezza in magazzino e, di conseguenza meno rischi di incidenti alle persone, ai materiali e alle attrezzature, significa nel lungo termine una maggiore efficienza delle risorse, una maggiore produttività nelle operazioni e quindi costi più bassi. Inoltre avere un magazzino sicuro significa non incorrere in ammende, spese legali e fermi forzati delle attività.

La sicurezza, intesa con l’accezione di “safety”, deve essere estesa anche al di fuori del perimetro del magazzino e in particolare in quelle “terre di mezzo” spesso dimenticate che sono le baie di carico: qui, dove la responsabilità delle operazioni è a cavallo tra magazzino e trasportatore, avvengono spesso incidenti mortali facilmente evitabili con l’inserimento di dotazioni tecnologiche per la messa in sicurezza della “macchina” oltre che evidentemente con la costante attività di formazione dei lavoratori.

Sensoristica, formazione e manutenzione periodica dei mezzi sono i tre pilastri anche per la messa in sicurezza dei sistemi di materials handling: recentemente le principali case produttrici di carrelli elevatori stanno giustamente investendo molto su questo tema anche in termini di comunicazione. Dai sensori di prossimità, ai proiettori luminosi, dai dispositivi di presenza “wearable” integrati con tecnologia RFId agli imprescindibili corsi di formazione (ora più che mai, essendo obbligatori per legge).

Se poi il focus è anche sulla messa in sicurezza delle strutture a protezione di persone e materiali, non si può aver già dimenticato i disastri provocati dai recenti terremoti ai distretti emiliani del comprensorio delle ceramiche o del biomedicale: fortunatamente quegli eventi hanno spinto molti imprenditori, non solo nelle aree colpite dal sisma, ma in altre Regioni italiane a investire in scaffalature antisismiche, dotate di tanti accorgimenti che, con un investimento minimo, consentono la messa in sicurezza delle strutture.

Per osservare dal vivo un modello reale in scala 1:1 di magazzino sicuro di non occorre andare oltre confine, ma venire a visitare l’Unità dimostrativa “Safety in Logistics” che sarà installata negli spazi espositivi della manifestazione MECSPE, in programma a Parma il prossimo mese di marzo. Attraverso un percorso guidato e alcune aree interattive i lettori di LOGISTICA avranno l’opportunità di confrontarsi con le soluzioni di sicurezza in magazzino e partecipare ai numerosi workshop tematici organizzati in collaborazione alcuni dei più importanti enti di formazione e ricerca. Vi aspettiamo.

 

Prof. Fabrizio Dallari

Direttore del C-log, LIUC Università Cattaneo

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