Spedizioni internazionali: piano per ridurre del 50% le emissioni

IMO (International Maritime Organization) ha adottato una nuova strategia per la riduzione delle emissioni di CO2 per il settore del trasporto marittimo. L’agenzia ha sviluppato un piano per ridurre le emissioni del 50% rispetto ai livelli del 2008, entro il 2050.

Questo piano perfettamente si fonde con le iniziative portate avanti dal governo Norvegese e da altri gruppi del settore, come la ICS (chamber of shipping) e la CMC (Canada’s chamber of marine commerce).

Sono state avviate negli ultimi anni numerose iniziative anche da parte dei singoli trasportatori e porti per ridurre l’impatto ambientale del trasporto marittimo. Tra queste vi sono i test su carburanti alternativi, la riduzione della velocità delle navi, lo sviluppo di innovativi materiali per ridurre la necessità di carburante.

Secondo un report emesso dall’agenzia europea per la sicurezza marittima, il metanolo e l’etanolo sono potenziali alternative per ridurre le emissioni generate dalle navi.
Il metanolo è stato analizzato come potenziale carburante marittimo in alcuni progetti, due dei quali includevano anche un test pilota con l’installazione su una nave.
L’etanolo invece non è stato ancora studiato per l’uso marittimo, ma è stato usato nei motori a diesel di camion per molti anni.
Il metanolo è il più semplice tra gli alcoli ed è prodotto da gas naturale mentre l’etanolo viene prodotto dalle biomasse come mais o canna da zucchero.
Il metanolo e l’etanolo portano entrambi benefici all’ambiente, rispetto ai convenzionali carburanti: bruciano in maniera pulita, non contengono solfuri, possono essere prodotti da materie prime rinnovabili e producono minori emissioni.

Molti trasportatori hanno già ridotto la loro velocità per risparmiare carburante e relative emissioni. Per esempio nel sud della California, 10 compagnie hanno partecipato ad un programma di incentivi e ridotto volontariamente la loro velocità nel canale di Santa Barbare a 12 nodi o meno.

Sforzi per la riduzione delle emissioni coinvolgono anche interessanti cambiamenti nei rivestimenti. La nave COSCO ha ridotto, in quattro anni, i costi di 4,5 milioni di dollari e le emissioni di CO2 di 29’500 tonnellate, grazie ad un innovativo materiale di rivestimento che limita la crescita di organismi sullo scafo della nave e minimizza l’attrito.

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