La crisi mediorientale non ha fermato il commercio mondiale. È questa la principale conclusione del report ‘Global Trade Outlook and Statistics’ pubblicato dalla World Trade Organization lo scorso 8 ottobre. Secondo il WTO, le catene di fornitura internazionali hanno assorbito shock energetici, interruzioni logistiche e rialzi dei costi di trasporto meglio di quanto previsto soltanto pochi mesi fa.
La revisione delle stime è significativa: la crescita del commercio mondiale di merci per il 2026 è stata corretta dal +1,9% di marzo al +3,9%, con un ulteriore +4,1% previsto nel 2027. In parallelo, le prospettive per il commercio dei servizi sono state ridimensionate dal +4,8% al +3,3%, evidenziando l’impatto del conflitto su trasporti e mobilità internazionale.
Per il settore logistico emerge un cambiamento: il vantaggio competitivo non appare più legato esclusivamente all’efficienza delle reti, ma alla loro capacità di riconfigurarsi rapidamente davanti a eventi geopolitici, energetici o infrastrutturali.
Supply chain adattive e traffici resilienti
Nel primo semestre 2026 il commercio mondiale di merci è cresciuto del 3,5% nonostante il conflitto in Medio Oriente. Le esportazioni regionali di greggio sono diminuite del 24% e quelle di LNG del 47%, ma la riallocazione degli approvvigionamenti ha limitato il calo globale rispettivamente al 6% e all’1%.
Anche il mercato dei fertilizzanti ha mostrato una sorprendente capacità di adattamento, con importazioni di prodotti azotati solo del 2,8% inferiori alle medie recenti e importazioni di fertilizzanti fosfatici in aumento del 2,2%.
Per lo shipping il dato più importante è tuttavia il throughput container mondiale, cresciuto del 3,9% fino a luglio. La prosecuzione dell’espansione dei traffici suggerisce che i rerouting attraverso corridoi e scali alternativi abbiano compensato gran parte delle criticità generate dalla crisi.
L’intelligenza artificiale ridisegna i flussi
La novità strategica del report riguarda il peso crescente dell’intelligenza artificiale. Secondo il WTO, il 47% della crescita del commercio mondiale di merci nel primo semestre è riconducibile a beni abilitanti l’AI, come semiconduttori e server, il cui commercio è aumentato del 67% su base annua.
Gli investimenti globali in infrastrutture AI sono inoltre attesi in aumento di almeno il 30% nel 2026 e di un ulteriore 10-20% nel 2027.
Per la logistica marittima ciò implica una crescente concentrazione dei traffici nelle filiere tecnologiche ad alto valore, con effetti destinati a interessare porti, operatori cargo, infrastrutture energetiche e catene di approvvigionamento dedicate ai data center.
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Europa: meno crescita commerciale, più centralità logistica
I dati WTO mostrano un’Europa sostanzialmente stagnante negli scambi di merci, con esportazioni previste a -0,1% e importazioni a +0,5%. Al contrario, il continente dovrebbe registrare la crescita più elevata nelle esportazioni di servizi (+4,6%), contribuendo a oltre metà della crescita mondiale del comparto.
Questa apparente contraddizione trova conferma nelle strategie portuali europee. La European Sea Ports Organisation stima un fabbisogno di investimenti di circa 80 miliardi di euro nei prossimi dieci anni per sostenere digitalizzazione, resilienza operativa ed energia.
La recente EU Ports Strategy riconosce inoltre il ruolo dei porti come infrastrutture essenziali per la competitività e la resilienza economica europea, sottolineando la necessità di assorbire shock geopolitici e adattare rapidamente le reti logistiche.
Anche la European Maritime Safety Agency evidenzia come i porti dell’Unione abbiano raggiunto livelli record di traffico merci e passeggeri negli ultimi anni, aumentando la pressione sulle infrastrutture e rendendo necessari nuovi investimenti in capacità, sicurezza e digitalizzazione. La Commissione Europea ricorda inoltre che vengono effettuate oltre 14.000 ispezioni navali all’anno nei porti UE. Più che un centro manifatturiero in crescita, l’Europa sembra quindi candidarsi a piattaforma di orchestrazione delle supply chain globali.
Asia protagonista, Africa osservata speciale
L’Asia resta il motore della crescita mondiale con esportazioni previste a +9,9% e importazioni a +9,5%. Parallelamente l’Africa registra +5,6% nelle esportazioni e +8,9% nelle importazioni, segnali che potrebbero anticipare una crescente rilevanza dei corridoi logistici tra i due continenti.
Gli indicatori da monitorare nel 2027
Per il mondo dello shipping meritano attenzione quattro indicatori chiave: la relazione tra crescita del commercio e throughput containerizzato, l’evoluzione dei tempi di transito sulle rotte Asia-Europa, la quota di crescita degli scambi generata dalla filiera AI e la capacità dei porti europei di trasformare gli investimenti previsti in maggiore competitività operativa.
Il segnale generalmente più importante sarà probabilmente il peso dell’ecosistema AI sulla crescita del commercio mondiale. Se continuerà a rappresentare quasi metà dell’espansione globale, il settore marittimo entrerà in una fase di crescente concentrazione settoriale; se invece la crescita tornerà a distribuirsi sulla manifattura tradizionale, shipping e logistica potranno beneficiare di uno sviluppo più equilibrato e diffuso.




