È convinzione diffusa che l’intelligenza artificiale – Artificial Intelligence (AI) – porti benefici incommensurabili. Eppure la sua diffusione stenta a prendere il via in modo deciso.

Paradossalmente è proprio chi pensa che essa sia uno degli strumenti chiave del futuro per ridurre i costi ed aumentare l’efficienza a non compiere il passo decisivo, ossia gli investimenti su questa tecnologia, in attesa di avere delle conferme dall’esperienza altrui.

Da una serie di report realizzati da una società statunitense che sviluppa applicativi per le logistica di magazzino basati sull’AI, si scopre che tutto il mondo è paese e che certe diffidenze ataviche nei confronti delle novità sono dure a morire a qualsiasi latitudine.

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AI: aspettative e falsi miti 

L’aspetto paradossale è che nei confronti dell’AI vi sono notevoli aspettative da parte del settore: nel segmento dei magazzini, infatti, l’intelligenza artificiale ha varie forme di penetrazione sotto forma di applicativi che assistono gli operatori nel loro lavoro.

La totalità di quanti utilizzano tali sistemi se ne dicono entusiasti o, per lo meno, riconoscono al loro utilizzo una serie di benefici da essi derivanti.

Di riflesso, è comune l’idea che attraverso l’impiego di intelligenza artificiale sotto varie forme, il vantaggio competitivo aumenti.

Tuttavia incomprensioni e diffidenza prevalgono sul mercato generale: c’è chi pensa sia difficile investire tanti soldi in una novità i cui ritorni sono difficili da quantificare con certezza, ma anche chi non ha più semplicemente capito a cosa serva l’intelligenza artificiale.

 

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Mancanza di informazioni

La ricerca svolta da Lucas Systems, azienda americana che sviluppa applicativi per magazzino basati sull’AI, che ha coinvolto un campione di 350 dirigenti di aziende, ha fatto emergere i dubbi del settore in merito a questa specifica tecnologia.

La totalità degli intervistati ha affermato di aver affrontato delle sfide con maggior agilità quando è ricorsa all’utilizzo dell’AI, l’89% è convinto che essa porti un effettivo vantaggio competitivo, il 90% crede che si tratti un key driver’ dell’automazione in magazzino del prossimo futuro e l’89% che migliori la customer experience.

In conseguenza a ciò risulta difficile comprendere come mai le aziende non facciano a gara per dotarsi di sempre più strumenti legati a questa tecnologia: la risposta principale è riassumibile con l’idea che vi sia una ‘fame di informazioni’ che non trova soddisfazione.

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Scarsa confidenza 

La maggior parte di manager intervistati afferma che il vero problema stia nella scarsità di informazioni, soprattutto sui risultati pratici, riguardo all’AI.

La sua adozione è rallentata essenzialmente da una serie di diffidenze – i costi troppo elevati, il rischio che non porti ai frutti sperati, la mancanza di comprensione delle potenzialità della tecnologia – e dall’assenza di informazioni.

Senza una base di esperienze certe, soprattutto le piccole medie imprese, italiane o americane che siano, tendono a non imbarcarsi in investimenti apparentemente rischiosi e l’AI appare come uno di questi.

Passare all’intelligenza artificiale vuole dire cambiare abitudini consolidate nei processi, magari non così efficienti, ma comprovatamente funzionanti.

Inoltre sono visti come costi aggiuntivi la spesa ed il tempo necessari a formare le risorse umane che con l’AI debbono interagire, con la convinzione che tutte queste fatiche siano sproporzionate rispetto ai vantaggi ottenibili.

Restano poi aperte delle critiche etiche, come il timore che l’uso massivo dell’AI porti ad una riduzione dei posti di lavoro disponibili.

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C’è bisogno di esperienza

Chi utilizza strumenti legati all’AI nei processi di magazzino non ha molti dubbi sulla loro efficacia; si parla infatti di un aumento della produttività che varia dal 75% al 90%, percentuali simili si hanno in merito all’accuratezza del lavoro ed alla sua reattività.

La maggior parte del campione (oltre il 70%) ha dichiarato che il ritorno dell’investimento fatto è del 50% o superiore nel giro di 5 anni.

Dal punto di vista aziendale i vantaggi sono molteplici nell’impiego di soluzioni AI-based: Luca Systems elenca ad esempio cinque punti di partenza che porterebbero ad un immediato guadagno.

I punti consistono nello smistamento dinamico, in grado di far risparmiare ore di lavoro e di aumentare la capacità di elaborare ordini, nella gestione del flusso di lavoro, che agisce sulla precisione delle operazioni, nella pianificazione della forza lavoro, che consente soprattutto di non sprecare tempo e risorse, nella gestione delle performance e nell’ottimizzazione della movimentazione, che potenzia le operazioni di picking e sorting.

Ciò detto, è chiaro che solo il diffondersi dell’esperienza (positiva) in merito all’utilizzo dell’AI le permetterà di bucare il muro della diffidenza.