Auto elettriche in Italia: la situazione

Le dichiarazioni della sindaca di Roma Raggi in merito alla chiusura del centro di Roma alle auto diesel, a partire dal 2024, insieme alla scelta che “spacca” la Germania circa la possibilità dei municipi di bloccarne la circolazione in città, riportano l’attenzione su tema della sostenibilità e dell’alternativa concreta alla trazione tradizionale. L’introduzione dei veicoli elettrici sembra rappresentare la via da intraprendere, come confermano le scelte strategiche di molte aziende automobilistiche fra le quali Fca, che abbandonerà i motori diesel nelle auto passeggeri a partire dal 2022. Ma quale è lo stato dell’arte dei veicoli elettrici in Italia?.Lo scorso 14 febbraio Milena Gabanelli e Andrea Marinelli hanno pubblicato un articolo riguardante il mercato delle auto elettriche in Italia.

disegno macchina verde con cavo elettrico per caricarla

Attualmente le emissioni dei gas di scarico delle automobili contribuiscono al riscaldamento del pianeta. Per questo, i governi di tutto il mondo nell’accordo di Parigi sul clima sottoscritto da 196 Paesi nel dicembre 2015, hanno stabilito di mettere fine alla vendita di automobili a benzina o diesel.
Per contenere il riscaldamento medio del pianeta sotto i due gradi è necessario che entro 20 anni si arrivi a 600 milioni di auto elettriche, oggi sono appena 2 milioni, lo 0,2% del totale.

La Cina è il paese dove se ne vendono di più grazie anche ad un piano di incentivi iniziato nel 2009 mentre gli USA si classificano al secondo posto.
In Europa le elettriche sono lo 0,9% del mercato.

Italia
Nella classifica europea l’Italia non compare proprio, le vetture elettriche rappresentano appena lo 0,1% del mercato. Sono raddoppiate le auto ibride ma a dominare il mercato continuano ad essere le auto benzina o diesel.
C’è un motivo che contribuisce a frenare le vendite di automobili elettriche in Italia:
– gli incentivi sono fra i più bassi d’Europa: circa 3’000€ euro contro una media di 9’000€
– ci sono poche colonnine per la ricarica

I dubbi più comuni:
– la ridotta autonomia
– i tempi di ricarica troppo lunghi
– la scarsa diffusione delle colonnine di rifornimento: in Italia sono una ogni 14.388 abitanti mentre in Norvegia una ogni 671 persone.

Divieto auto diesel e benzina
La Norvegia ha deciso di eliminare completamente le auto a benzina o diesel entro il 2025 disincentivandone l’acquisto attraverso pesanti imposizioni fiscali.
L’Olanda ne vuole vietare la vendita a partire dal 2025 e proibire la circolazione entro il 2035.
In Italia, invece, una risoluzione del Senato ha posto l’obiettivo del 2040, quando verrà vietata la vendita di auto a benzina e diesel: a mancare, però, è un programma chiaro per raggiungere l’obiettivo.

linea del tempo per eliminazione auto diesel e benzina: 2025 olanda e norvegia, 2030 germania, 2040 italia.

Energia Elettrica
La richiesta di energia elettrica per alimentare le colonnine e ricaricare le vetture ovviamente aumenterà e l’obiettivo è che e arrivi dalle fonti rinnovabili, cioè dal sole.
Davide Tabarelli, presidente e fondatore di NE-Nomisma Energia, società di ricerca sull’energia e l’ambiente, sostiene però che il fabbisogno sarà soddisfatto per:
30% dal carbone
30% dallo shale gas
15% dall’idroelettrico
15% dalle nuove rinnovabili
10% dal nucleare.

2 Commenti

  1. Questo articolo è ben strutturato in quanto nella prima parte si parla, giustamente, del nostro Paese e di quanto siamo rimasti fermi sullo sviluppo di macchine elettriche. Nella seconda parte giustamente si parla di quanto gli altri stati siano più avanti sia nella vendita che nella distribuzione di colonnine per il ricarico delle macchine elettriche. Speriamo che anche l’Italia capisca quanto sia importante per il nostro continente ridurre lo spreco di sostanze inquinanti ed aumenti gli incentivi per coloro che si vogliono munire di una macchina elettrica.

  2. Come al solito il nostro Paese non segue i trend europei, e quindi si ritrova ad essere uno dei peggiori per quanto riguarda la diffusione del veicolo elettrico tre le persone. Gli incentivi e le infrastrutture sono obiettivamente scarsi. Qualcosa, però, si sta muovendo nel pubblico: sempre più comuni utilizzano veicoli elettrici per la raccolta dei rifiuti o per la ordinaria manutenzione delle strade. È un buon inizio, ma non è ancora abbastanza.

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