Quello che sino a pochi giorni fa poteva incuriosirci senza davvero preoccuparci, oggi può essere spunto utile anche per noi. In Cina, dove la lotta al Coronavirus (Covid-19) è iniziata, hanno indubbiamente un vantaggio, se così si può definire, rispetto a noi per quel che riguarda l’esperienza maturata.

Tra i tanti problemi da gestire nelle aree sottoposte a quarantena forzata, c’è stato ovviamente quello di approvvigionarle dei beni di prima necessità senza aprire falle nell’isolamento. Ecco dunque una delle soluzioni trovate da un corriere, JD, che ha sede proprio nella capitale dell’Hubei: utilizzare droni e veicoli a guida autonoma.

Credit: JD

Minimizzare le possibilità di contagio

Per ridurre ai minimi termini le opportunità a disposizione del virus Covid-19 di trasmettersi da persona a persona, il governo cinese, un po’ come sta facendo quello italiano, ha imposto a determinate aree focolaio del contagio una quarantena forzata.

Uno dei principali problemi da gestire è quello, per chi rimane “intrappolato” nelle zone isolate, di procurarsi viveri ed altri beni di prima necessità. In Cina la rigidità delle norme emanate ha imposto che un solo membro per famiglia, previa autorizzazione, possa recarsi a fare la spesa ogni tot tempo.

Questa soluzione ha spinto molti privati a scegliere gli ordini online, per evitare direttamente il contatto con luoghi commerciali. Come aggirare però il divieto a circolare senza esporre al rischio di contagio i dipendenti di un eventuale servizio di consegna?

Ecco dunque il ricorso a droni e veicoli autonomi.

Credit: JD

Droni e veicoli autonomi contro il Covid-19

Poiché JD a Wuhan è di casa, ha deciso, in un certo senso stoicamente, di non abbandonare il servizio, evidentemente in accordo con le autorità locali.

La popolazione locale, sana o presunta affetta da Covid-19 che fosse, è stata dunque incentivata a servirsi degli acquisti online e JD ha messo in campo, al fianco di normali fattorini “scafandrati” contro il virus, piccoli shuttle a guida autonoma e droni.

Le consegne sono così avvenute almeno in parte senza impiego di personale umano: raggiunti gli indirizzi di destinazione, i veicoli si sono infatti fermati ed hanno lasciato prelevare le merci ai clienti tramite l’identificazione attraverso smartphone.

Per chi spediva merce dalla provincia dello Hubei JD ha praticamente azzerato i costi del servizio, in modo da agevolare le aziende locali, già vessate dalla particolare situazione.

Chiaramente, ogni veicolo e magazzino è stato ossessivamente disinfettato dopo ogni utilizzo.

Insomma, anche se paiono soluzioni fantascientifiche, in realtà la tecnologia a disposizione è abbastanza matura da offrire questo genere di alternative e, come stiamo vedendo in queste ore, da nessuna parte si può scommettere sino in fondo che l’esperienza altrui non possa tornare utile.

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