La rilevazione annuale redatta dall’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano sullo stato della logistica in Italia getta luce sull’andamento di un settore che si conferma sempre più cruciale.

I risultati evidenziati in particolare dal comparto della logistica conto terzi si prestano a diverse e utili considerazioni per una corretta valutazione sia del trend in atto sia delle prospettive del settore e degli ostacoli che ancora ne limitano il pieno sviluppo. 

Dopo l’ottima performance registrata nel 2021 (+3,5% rispetto all’anno precedente), con un recupero quasi completo delle perdite causate dalla pandemia Covid-19, la logistica conto terzi, si stima che si attesterà a fine 2022 su un fatturato di almeno 91,8 miliardi di euro confermando l’andamento in crescita (+2,8%) anche se il risultato economico, depurato dell’inflazione, non è andato oltre, in termini reali, un -5,2%.

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L’indagine mette in risalto, a tale proposito, lo scenario irto di difficoltà in cui le aziende logistiche hanno dovuto operare sia per il forte aumento dei costi, in particolare energia e carburante, sia per la mancanza di capacità operativa con cui il settore nel suo complesso si trova a misurarsi.

Sono carenze che coinvolgono il trasporto, sofferente, a dire il vero non solo in Italia, per la mancanza di autisti, i magazzini dove gli spazi per lo stoccaggio e la movimentazione sono limitati, ma anche altri vettori come gli aerei e le navi dove mancano spazi, capienza di stiva, disponibilità di container.

In crescita risulta anche il tasso di terziarizzazione che oggi rappresenta il 43,6% dell’intero settore della logistica, dato, quest’ultimo, riferito al 2020.

In riduzione anche il numero delle aziende di settore che risultano 30.000 in meno rispetto al 2019.

 

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La crescita dei costi operativi

Rappresenta, senza alcun dubbio, uno dei fattori maggiormente critici nell’ultimo biennio e, cosa ancora più grave, privo di un termine temporale. 

L’incremento dei costi di energia e carburanti, infatti, manifestatosi in forma aggressiva già nel 2021, ha assunto il carattere dell’emergenza proprio quest’anno. 

Basta a tale proposito considerare che se nel 2021 l’energia elettrica era aumentata del 13,5%, nel 2022 si è arrivati ad un +117%, non sostenibile per l’intera filiera, soprattutto per i comparti più energivori.

A questo, occorre poi sommare nel 2021 gli aumenti del diesel (+13,5%), delle locazioni dei magazzini (+3%) e per il rinnovo dei contratti di lavoro (+1,5%)

L’Osservatorio ha rilevato anche come il “Transport Index”, creato per monitorare l’andamento mensile del mercato in base alle modalità d’acquisto (Contract o Spot), nel corso del 2022, abbia registrato dei veri e propri picchi, per i costi dei trasporti a contratto, nei mesi di marzo (+5,1%), giugno (+8,7%) e luglio (+9,2%) rispetto a inizio anno, dovuti principalmente alla componente carburante. Nei viaggi con modalità spot le evidenze sono risultate ancora più forti.

 

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Le capacità professionali

Le difficoltà, come è noto, per essere superate hanno bisogno di manager in grado di assumere decisioni anche per quanto riguarda le eventuali modifiche da apportare all’impostazione del lavoro, valutare gli investimenti da fare per introdurre le soluzioni prospettate da quella che generalmente viene chiamata Logistica 4.0.

L’Osservatorio nella sua indagine ha rilevato che il 72% delle aziende ha avviato progetti di Digitization, mentre il 32% ha sviluppato sistemi di Automation, coinvolgenti soprattutto magazzini e flotte mobili di robot per la movimentazione dei materiali, ed il 14% ha posto in atto progetti di Analytiics (soprattutto casi pilota) per l’analisi dei dati che possono anche, con il supporto di intelligenze artificiali, disegnare scenari predittivi per meglio indirizzare i processi logistici.

In quest’ambito non sempre si è riscontrata una attiva capacità operativa in grado di accompagnare i numerosi cambiamenti che hanno coinvolto le imprese e che sono indispensabili per affrontare le nuove sfide imposte dal mercato.

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