In questo strano periodo dominato dall’emergenza Covid-19, il mondo dell’autotrasporto vive ore altalenanti, tra le serrate imposte a molti settori produttivi dai Decreti del governo, agli atteggiamenti più disparati assunti dai nostri vicini di casa.

La ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, è intervenuta per rassicurare gli autotrasportatori italiani sulla presenza forte del governo a loro sostegno, puntando esplicitamente l’indice su alcuni comportamenti scorretti che l’Unione Europea dovrebbe sanzionare in modo inequivocabile.

Autotrasporto, tempi più lunghi e sostegno economico

«Stiamo andando avanti facendo una serie di misure molto puntuali: sbloccheremo il tema degli orari per gli autotrasportatori», così si apre l’intervento che la massima autorità nazionale in materia di trasporto ha fatto ai microfoni di radio 24 durante la trasmissione #autotrasporti.

photo credit: European Roads LKW Stau A22 Brenner Autobahn-3 via photopin (license)

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Concedere delle deroghe sui tempi di guida è un primo modo per rilassare il comparto, ma, ovviamente, quel che gli operatori del settore volevano sentir dire è quanto la ministra ha fatto seguire con le parole: 

«stiamo lavorando intensamente per produrre un documento all’Unione Europea che garantisca nell’immediato futuro sostegno economico oltre che giuridico legislativo per l’attività del comparto».

Un sostegno che molte associazioni della logistica hanno richiesto anche in termini fiscali nell’arco delle ultime settimane.

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No alla ricostituzione di barriere doganali

Nella dichiarazione della ministra De Micheli ha un peso non trascurabile il tema degli sbarramenti che alcune nazioni hanno elevato contro il transito di merci italiane, apparentemente con la motivazione di effettuare controlli sanitari.

Il “sostegno giuridico-legislativo” di cui parla è rivolto proprio ad «evitare che tornino nella discussione temi del passato, temi che questa crisi dovrebbe aver totalmente spazzato via».

Ancora, pensando proprio a chi ha colto l’occasione per chiudere le frontiere, ha commentato che tali nazioni «Sbandierano la scusa della difesa sanitaria per nascondere un tentativo di bloccare alcune specifiche merci e di ricostruire così barriere all’ingresso. […] Di fronte a queste situazioni la Commissione Europea e la commissaria ai Trasporti Valean si sono impegnati ad intervenire in maniera dura».

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