Il mondo della distribuzione non può più ignorare la questiona ambientale, che si tratti di smistare prodotti su scala intercontinentale o che si parli di consegne porta a porta.

Oltretutto sta crescendo la sensibilità ambientale nei compratori, sebbene l’eCommerce appaia ancora discretamente involuto in quanto a consapevolezza dell’impatto del suo operato sulla natura.

Per chi si occupa di logistica non è un problema secondario, sia perché richiede un adeguamento infrastrutturale e l’avvio di best practices finora minimizzate, sia perché vantare una bassa impronta ambientale è ormai questione vitale per l’immagine di un’azienda.

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La sensibilità dello shopper online

Il primo problema da affrontare è la (ancora) scarsa sensibilità di fronte alla questione ambientale di chi fa shopping online: l’immaterialità dell’eCommerce favorisce l’idea che i prodotti ‘piovano’ direttamente a casa senza colpo ferire per l’atmosfera.

È un duplice inganno, per il consumatore quanto per l’azienda che si occupa della distribuzione: il primo non si rende conto degli effetti delle proprie azioni, la seconda può cullare l’idea di rimandare preziosi investimenti sulla riduzione della propria carbon footprint.

La situazione è tanto più illusoria se si pensa alla velocità con la quale essa può ribaltarsi: se, come rivela un’indagine della piattaforma di eCommerce Sendcloud, solo un terzo degli italiani (29%) si sente in colpa per l’ambiente quando fa shopping online, i dati mostrano anche che più della metà dei consumatori ritiene già che la consegna dei pacchi rappresenti un problema per l’ambiente (55%). 

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Scendere a patti per l’ambiente

Sebbene la consegna green sembri non essere ancora una priorità assoluta tra i compratori italiani, parte dei consumatori è disposto a scendere a qualche compromesso per garantire un futuro più “verde”. Attraverso le loro abitudini di acquisto, i consumatori stanno infatti favorendo l’applicazione di sistemi di logistica sostenibile tra le aziende e incentivando il passaggio alla consegna sostenibile. 

È interessante notare come, secondo il 35% degli intervistati, spetti però al rivenditore pagare per una spedizione sostenibile.  

 

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Cambiano le abitudini degli eShopper

Secondo i dati condivisi da Sendcloud, per ridurre l’impatto ambientale dello shopping online il 77,2% degli italiani è disposto ad aspettare più a lungo per ricevere un pacco. Un altro 70% degli intervistati è invece favorevole a ritirare il proprio pacco in un punto di raccolta o in un locker come alternativa sostenibile alla consegna a domicilio. Il 73,5% degli italiani afferma inoltre di essere disposto a valutare altre soluzioni di consegna, oltre a quella a domicilio, a patto che i rivenditori condividano maggiori informazioni sulle emissioni delle proprie spedizioni.

 

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‘Decarbonizzare’ i trasporti

Rispetto agli obiettivi stilati all’interno dell’Accordo di Parigi (2015) riguardanti la riduzione di emissione di gas serra, la consegna green è di fondamentale importanza per il processo di “decarbonizzazione” dei trasporti. Per perseguire gli interessi del pianeta, il 71,6% degli intervistati crede per questo che il governo debba obbligare le aziende a investire nella consegna sostenibile, mentre il 75,5% ritiene che i rivenditori che vogliono essere sostenibili debbano rendere le emissioni delle proprie opzioni di consegna più trasparenti.

«La sostenibilità è un tema importante nel settore della logistica e questi risultati mostrano che i consumatori comprendono l’impatto ambientale dei loro acquisti e sono disposti a dare il loro contributo per salvaguardare l’ambiente e creare un’industria più sostenibile – ha dichiarato Rob van den Heuvel, CEO di Sendcloud – Anche se c’è ancora molto lavoro da fare, stiamo lentamente ma inesorabilmente diventando sempre più sostenibili. Le consegne con veicoli e biciclette elettriche sono ormai attive in diverse parti dell’UE, e la tecnologia che garantisce ai consumatori i tempi esatti di consegna e offre opzioni più flessibili è sempre più comune. Comunicando chiaramente l’impatto ambientale delle opzioni di consegna alla cassa, i rivenditori possono incentivare i consumatori a scegliere un’opzione più sostenibile rispetto alla consegna veloce e gratuita».

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