Sospinta forse anche dall’iniezione di fiducia data dalla dimostrazione di resistenza durante gli anni di emergenza sanitaria e senz’altro dalla consapevolezza di recitare un ruolo centrale nelle vite delle nostre economie, la logistica in Europa macina posti di lavoro.

I forti investimenti da parte delle principiali piattaforme nelle infrastrutture degli Stati membri stanno producendo effetti positivi sulla crescita del settore, di riflesso, sull’offerta di posti di lavoro al punto che le figure più ricercate, legate alle nuove esigenze derivate dalla digitalizzazione, sono difficili da reperire.

Leggi anche:
Il sorpasso dei nativi digitali: come cambia il lavoro nella logistica

 

Logistica in crescita: Germania

I dati di tre Paesi UE dimostrano la tendenza generale del settore a livello europeo. In Germania sono circa 2,7 milioni gli impiegati nel settore logistico (dati della Società Federale Tedesca di Logistica), divisi tra industria, commercio e servizi.

La caratteristica principale dell’occupazione a marchio Berlino è che si tratta di una crescita qualitativa: la forza economica della locomotiva tedesca genera investimenti sulle infrastrutture tali da generare più posti di lavoro di quanti non se ne perdano ogni anno.

Questo saldo positivo dipende dalla razionalizzazione e digitalizzazione dei processi industriali e logistici: tra magazzinieri, trasportatori, camionisti, esperti di informatica e manager, insieme a professionisti a livello manageriale, si creano in Germania circa 100.000 nuovi posti di lavoro al mese.

È, tra l’altro, da notare come molti di questi non siano nemmeno ufficialmente contati nella logistica, perché inclusi in altri settori produttivi.

Leggi anche:
Autotrasporto: +105% delle offerte di lavoro in Italia, incentivi per la patente

 

In ripresa anche la Francia

Alla fine del 2020 gli occupati nella logistica francese erano 1,4 milioni di persone, concentrati soprattutto nei trasporti e nello stoccaggio. Il tessuto imprenditoriale francese ha patito fortemente la battuta d’arresto dettata dalla pandemia: esso è infatti per lo più composto da PMI, se non addirittura da ‘micro imprese’, le quali rappresentano un quarto dei dipendenti dell’intero settore.

Il 73% dei posti di lavoro che si generano in merito alla logistica francese sono appannaggio di medie e grandi imprese; a farla da padrone tra i segmenti occupazionali c’è il trasporto via terra, che da solo si prende il 61% degli addetti alla logistica in Francia.

 

Leggi anche:
Logistica 4.0: cresce e cambia nella movimentazione il ruolo delle piattaforme

Spagna, logistica al 10% del PIL

Nella penisola iberica la logistica ha fatto un netto salto di qualità nell’arco del 2021, producendo addirittura un milione di nuovi posti di lavoro. La ripresa è stata fulminea, con un volume di contratti del 22% più alto nei primi 9 mesi del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020.

In Spagna operano circa 197.000 aziende nel settore logistico, il quale, secondo le stime del Ministero dell’Inclusione, Previdenza Sociale e Migrazione di Madrid, è avviato a rappresentare il 10% del PIL nazionale nel 2022, grazie anche ad un livello record di assunzioni, come dimostrato dalle affiliazioni alla previdenza sociale migliorate del 5,4% tra aprile e maggio di quest’anno.

 

Logistica leader dei nuovi posti di lavoro

In tutta Europa la logistica sta vivendo una crescita esponenziale, provocata dal decollo di alcuni comparti come l’eCommerce, ma anche dal consolidamento di ‘vecchie’ branche legate ai trasporti – come la movimentazione container, in forte crescita anch’essa – o la rapida generazione di nuove dinamiche di distribuzione urbana, vedi i ‘dark stores’.

Detto questo, la ricerca di nuovi addetti guarda spesso a figure professionali nuove, meno tecniche e più specializzate verso le competenze digitali o con qualifiche molto elevate; i ‘cacciatori di teste’ non sempre riescono a rintracciare i profili adeguati, segnale che il mondo della formazione sta facendo fatica a tenere il passo delle trasformazioni del settore.