I magazzini e, in particolare, le banchine di carico e scarico delle merci, rappresentano le aree potenzialmente più pericolose tra i diversi ambienti logistici.

La ragione è insita nell’attività che vi viene svolta che prevede un movimento continuo di persone, presenza di carrelli elevatori e, naturalmente, di camion e rimorchi che devono ora caricare merce, ora scaricarla.

Si comprende, quindi, come l’esposizione al rischio per persone e cose possa essere elevata malgrado che, soprattutto negli ultimi anni, molti processi siano stati automatizzati e la rivoluzione portata da Industria 4.0 abbia introdotto anche nella logistica, tecnologie innovative.

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Tra queste si possono citare l’Industrial Internet of Things (IoT) che aiuta, tra l’altro, a pianificare gli interventi necessari per ottimizzare le prestazioni operative ma anche la sicurezza, e l’Intelligenza Artificiale (AI), intesa come interazione tra uomo e macchina in un ambiente condiviso.

Malgrado ciò, l’esposizione dei lavoratori al cosiddetto Dock Shock, cioè ad infortuni connessi alla loro attività lavorativa, rimane ancora elevata, così come la possibilità di incidenti che derivano da un non corretto utilizzo dei dispositivi e dei mezzi di lavoro.

Oggi, più di ieri, però, la maggior parte degli operatori è convinto che la mancata sicurezza produca costi, sia sociali che economici, decisamente più elevati e, pertanto, non sia possibile scendere a compromessi in tale materia.

Tanto più che, si stima, la maggior parte degli incidenti che occorrono in quest’ambito avrebbe potuto essere prevenuta con la messa in opera di alcuni accorgimenti quali la formazione dei dipendenti, un sistema di comunicazione chiaro e l’utilizzo appropriato delle nuove tecnologie disponibili.

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I pericoli in banchina

Le situazioni rischiose, oltre che dal transito dei lavoratori addetti alle diverse operazioni manuali richieste, sono determinate dalla movimentazione della merce attraverso carrelli elevatori e dalla contemporanea presenza di camion per le operazioni di carico e scarico.

La banchina infatti è il punto di collegamento tra produzione, trasporto e stoccaggio e rappresenta il luogo di partenza e di arrivo per la movimentazione delle merci.

Le operazioni che vi si compiono, oltre a essere di fondamentale importanza per l’intero processo logistico, devono pertanto svolgersi in totale sicurezza per il personale, per i mezzi utilizzati e per la merce.

Una delle prime condizioni è quella di assicurare l’immobilità del camion rimorchio durante le operazioni per evitare movimenti accidentali, apertura delle porte del magazzino o azionamenti indesiderati della rampa di carico, che metterebbero a repentaglio l’incolumità degli operatori, in primo luogo.

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I sistemi di bloccaggio possono essere integrati nella banchina di carico ed agire sulle ruote in maniera automatica evitando anche l’apertura della porta della banchina stessa prima che essi siano in posizione.

Un’altra criticità è rappresentata dalla presenza del rimorchio a cui deve essere assicurata stabilità mediante appositi supporti posizionati correttamente per impedirne il ribaltamento laterale, operazione che è più comune di quanto si creda anche alla luce delle sollecitazioni legate al carico e allo scarico della merce.

In tutti questi casi l’automazione si va sempre più imponendo sia per un guadagno di produttività in termini di tempo necessario a compiere le operazioni di fermo e bloccaggio, sia per aumentare il livello di sicurezza evitando ogni possibile errore umano.

 

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Controlli e nuove tecnologie

Il monitoraggio delle banchine di carico e scarico ed i relativi controlli, possono essere assicurati da apparecchiature connesse alla banchina stessa con sensori, avvisi digitali e software specifici.

Tali connessioni intelligenti non solo sono in grado di emanare in tempo reale avvisi per la sicurezza ma anche raccogliere informazioni ed aiutare ad analizzare ed interpretare i dati registrati.

Si può pertanto determinare un positivo flusso informativo in grado di orientare le aziende verso le metodologie più corrette per migliorare i processi che incidono sulla sicurezza a lungo termine.

Nel contempo le apparecchiature intelligenti possono rilevare eventuali pericoli per la sicurezza e procedere alla loro immediata segnalazione.

Un esempio in tal senso è rappresentato dai sensori presenti nella banchina che, attivati dal movimento, possono aiutare a prevenire incidenti tra persone, che procedono a piedi, e mezzi in azione quali i carrelli elevatori, emettendo segnali di pericolo specifici.

Questi stessi sensori, considerati come una parte di un sistema di controllo intelligente dell’intera banchina, possono interagire con gli eventuali controlli di ritenuta del veicolo utilizzato per il trasporto, per impedire il disinnesto del rimorchio mentre viene rilevato un movimento all’interno o avvisare gli altri lavoratori di potenziali pericoli.