Dalle applicazioni legate alla guida autonoma dei veicoli il settore della logistica si aspetta molto: le sfide più temute, in prospettiva, riguardano la carenza di manodopera, la sicurezza sul luogo di lavoro e l’aumento della domanda generata dall’eCommerce.

La risposta univoca del settore sembra fare ormai riferimento ad un solo canale, quello dell’automazione. Una nuova partnership porta all’attenzione l’integrazione della tecnologia Lidar, per la localizzazione dei veicoli e la mappatura degli ambienti all’interno dei quali devono muoversi, come ulteriore passo avanti nel campo dell’automazione dei veicoli industriali per la movimentazione di materiali.

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Convertire l’esistente

Lidar, Light Detection and Ranging o Laser Imaging Detection and Ranging, è una tecnica di telerilevamento che permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie, come da definizione. Il suo impiego nel campo dei veicoli avviene tramite sensori che scansionano l’ambiente circostante, permettendo al software che gestisce un veicolo o un robot di evitare ostacoli, anche in movimento. 

Il principale problema per le aziende che movimentano merci è l’investimento iniziale per una flotta ad alto livello di automazione, soprattutto quando il parco mezzi già in possesso può non essere a fine vita.

Questo è il motivo per il quale alcune aziende di sviluppo software, in abbinata con altre che producono sensori, stanno puntando sulla scalabilità delle soluzioni proposte e sulla conversione delle flotte esistenti.

 

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L’esempio DriveMod

Un esempio viene dalla partnership tra Ouster, produttrice di sistemi Lidar ad alta definizione, e Cyngn, fornitrice di software per veicoli a guida autonoma.

Con un sistema che sarà presentato al CES di Las Vegas, chiamato DriveMod, le due aziende propongono un pacchetto di integrazione dell’autonomia che consente la conversione di veicoli industriali standard in veicoli completamente autonomi utilizzando sensori lidar avanzati, componenti hardware e software AI.

DriveMod di Cyngn è stato sviluppato per supportare implementazioni più rapide ed economiche di soluzioni di autonomia industriale, risolvendo così i principali problemi di scalabilità e adozione affrontati dalle aziende interessate a raccogliere i benefici di maggiori livelli di automazione.

Di fatto, DriveMod semplifica quello che altrimenti potrebbe essere un processo di installazione complesso e richiede una tecnologia di sensori ad alte prestazioni come i sensori lidar: una soluzione che potrebbe fare da apripista ad una serie di proposte analoghe che permettano di rendere più fruibile l’automazione industriale.