Esiste una disparità di fondo tra trasporto aereo e trasporto marittimo e risiede nei dati a disposizione, ossia in tutte quelle informazioni che vengono raccolte e scambiate prima, durante e dopo le operazioni.

La scarsa accessibilità a dati che rispettino uno standard diventa un ulteriore ‘bastone tra le ruote’ dell’ingranaggio della Supply Chain, soprattutto in presenza di congestioni e andamenti a singhiozzo dovuti ai picchi di domanda ed alla rarefazione delle materie prime di questi mesi.

Il problema è balzato agli onori della cronaca negli Stati Uniti, dove la situazione è piuttosto critica in diversi terminal portuali e dove l’Amministrazione Biden ha da subito esplicitato di avere il data sharing nelle infrastrutture tra le priorità.

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Quali dati per lo Shipping?

A porsi il quesito è la Federal Maritime Commission, che ha lanciato un’iniziativa volta ad esaminare quali dati sono effettivamente disponibili nella pratica usuale e quali problemi interferiscano con il flusso delle merci.

L’organizzazione statunitense condurrà l’analisi in due tempi, uno dedicato all’esame dei dati ed uno alla loro condivisione, per comprendere che cosa sia oggi consultabile in chiaro.

L’obiettivo dell’iniziativa è mettere insieme un database da accompagnare a delle raccomandazioni riguardo allo standard di condivisione dei dati stessi, con la collaborazione della Commission’s National Shipper Advisory Committee e la scadenza ultima da rispettare per la presentazione della primavera 2022, con la presentazione dei risultati al Maritime Data Summit.

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La necessità di un data sharing standardizzato

Il problema rilevato dallo shipping a stelle e strisce, ma che è condiviso anche dal resto del mondo occidentale, è l’assenza di dati puntuali ed affidabili riguardanti i cargo marittimi.

Soprattutto mancano le informazioni in tempo reale che sarebbero utili a movimentare efficientemente i vettori.

Identificare, ad esempio, quali dati sono utilizzati da quali segmenti della supply chain è fondamentale: ogni attore, appartenendo a differenti mondi operativi, raccoglie e – non sempre – condivide informazioni diverse.

Il risultato è un’incomunicabilità tra anelli limitrofi della catena.

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Il problema del real time

Ad acuire la questione vi è anche l’accelerazione dei tempi d’azione: si sta infatti parlando di affrontare mutamenti istantanei, dovuti alla facilità di disdetta da parte di spedizionieri e operatori portuali dovuta alla comunicazione digitale.

Un qualsiasi cambiamento last-minute nella programmazione delle operazioni di carico-scarico provoca un potenziale ritardo o un periodo di blocco, quindi una perdita di efficienza, che si ripercuote completamente sul vettore navale.

Da questo punto di vista, il cargo aereo è un settore più digitalizzato e più reattivo: la sfida dello shopping è colmare questo gap e sviluppare un sistema efficace di scambio dei dati a livello internazionale.