In linea con i principi della Logistica 5.0, la digitalizzazione del trasporto ferroviario merci inizia ad ingranare la marcia e, dopo anni di sperimentazioni focalizzate sull’automazione dei processi e sulla modernizzazione dei carri, l’attenzione si sta concentrando sull’integrazione tra infrastrutture fisiche, dati e sistemi decisionali.
Vista in questo modo, la ferrovia non è più soltanto un vettore di trasporto, ma una piattaforma intelligente capace di generare informazioni, comunicare con la supply chain e ottimizzare le operazioni lungo l’intero ciclo logistico.
A guidare questa trasformazione è il programma europeo Europe’s Rail Joint Undertaking, che attraverso il progetto FP5-TRANS4M-R punta a rendere il trasporto ferroviario merci la spina dorsale di una catena logistica europea sostenibile, resiliente e digitale. Il progetto, coordinato dalle ferrovie tedesche, Deutsche Bahn, e sostenuto da un investimento complessivo di oltre 95 milioni di euro, coinvolge più di settanta soggetti tra operatori ferroviari, industria, centri di ricerca e gestori di infrastrutture.
TRANS4M-R e il concetto di treno merci digitale
Il programma FP5-TRANS4M-R si sviluppa attorno a due direttrici complementari: Full Digital Freight Train Operation (FDFTO) e Seamless Freight Operation.
La prima riguarda il treno completamente digitalizzato, mentre la seconda l’integrazione dei processi logistici e ferroviari lungo l’intera catena del trasporto.
L’obiettivo generale è creare un ecosistema interoperabile in grado di aumentare capacità, produttività e rapidità di movimentazione delle merci a livello europeo.
Alla base di questa visione vi è l’idea che ogni carro ferroviario diventi un elemento connesso, capace di scambiare dati con il resto del convoglio e con i sistemi di gestione esterni. Un approccio che apre la strada al monitoraggio continuo degli asset, alla manutenzione predittiva e alla gestione intelligente delle operazioni ferroviarie.
Il DAC, tecnologia chiave della trasformazione
La tecnologia abilitante di questa evoluzione è il DAC, acronimo di Digital Automatic Coupling. Per capire di che cosa si sta parlando occorre immaginare nel concreto il modo in cui sono agganciati tra loro i carri ferroviari: a differenza dell’accoppiamento a vite oggi ancora dominante in Europa, il DAC permette l’aggancio e lo sgancio automatico dei carri, eliminando la necessità di interventi manuali tra i rotabili.
Sino qui, si tratta di un’innovazione di sicuro valore, ma il vero ‘plus’ è che non si limita all’automazione meccanica: il sistema realizza infatti una connessione meccanica, pneumatica, elettrica ed elettronica lungo tutto il treno. Grazie a questa infrastruttura digitale, energia e dati possono circolare tra locomotiva e carri, rendendo possibili nuove funzionalità operative.
Ad esempio, le informazioni provenienti dai veicoli possono essere raccolte, elaborate e utilizzate per velocizzare la composizione dei convogli, automatizzare verifiche operative e supportare processi decisionali basati sui dati.
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Il ruolo di FS e Mercitalia nel WP17
Tra i protagonisti europei del progetto figurano anche il Gruppo FS, FS Logistix e le società del Polo Mercitalia.
In particolare, il Gruppo FS è responsabile del Work Package 17, dedicato all’Italian Demo Train, il dimostratore nazionale sviluppato con il contributo di Mercitalia Intermodal, Mercitalia Rail, Mercitalia Shunting & Terminal e Interporto Bologna.
Il WP17 rappresenta uno dei casi più avanzati di applicazione concreta delle tecnologie sviluppate da TRANS4M-R, e il suo compito è proprio validare in ambiente operativo reale l’integrazione tra DAC, funzioni digitali e procedure ferroviarie innovative.
Nel settembre 2026 Europe’s Rail ha confermato che il dimostratore italiano è stato equipaggiato con locomotive e carri dotati di DAC e con le relative funzionalità digitali. Le attività di test riguardano interoperabilità, prestazioni operative e nuove procedure digitali, svolte sia in ambienti controllati sia lungo corridoi ferroviari merci italiani.
L’obiettivo finale è raccogliere evidenze concrete utili alla futura diffusione europea della tecnologia.
Bologna laboratorio della Logistica 5.0
Un passaggio importante dalla ricerca all’applicazione industriale è stato segnato con la presentazione del primo treno demo DAC italiano presso l’Interporto di Bologna.
Le sperimentazioni non riguardano soltanto la circolazione del convoglio, ma coinvolgono composizione dei treni, attività di terminale, manovre e interazione con processi logistici reali.
Secondo le indicazioni del Gruppo FS, le tecnologie validate consentiranno processi più rapidi di composizione, inizializzazione, verifica e rilascio dei convogli dagli scali ferroviari, oltre a supportare operazioni di manovra parzialmente automatizzate e monitoraggio continuo dei veicoli. Questo abilita modelli di manutenzione basati sulle condizioni effettive di esercizio e non soltanto su intervalli temporali prestabiliti.
Verso il treno merci intelligente
La grande innovazione introdotta dal DAC e dai progetti di Europe’s Rail non consiste nella sola automazione dell’accoppiamento. Il cambiamento è infatti più profondo, in quanto il treno merci evolve da insieme di vagoni collegati meccanicamente a sistema digitale distribuito, capace di comunicare, monitorarsi e integrarsi con le piattaforme della supply chain.
In quest’ottica, il WP17 italiano rappresenta uno dei passaggi più significativi verso la Logistica 5.0 europea. Le sperimentazioni in corso mostrano come connettività, automazione e gestione dei dati possano trasformare il trasporto ferroviario in un’infrastruttura intelligente, più sicura, efficiente e pienamente integrata nelle future reti logistiche digitali.
Ti propongo una versione più tecnica del paragrafo dedicato al DAC, adatta a un pubblico di professionisti della Supply Chain, dell’intermodalità e del rail freight.
A proposito del DAC, piattaforma tecnologica del treno merci intelligente
Quella individuata con l’acronimo DAC (Digital Automatic Coupling) è la tecnologia chiave sulla quale si sta investendo per la trasformazione digitale del trasporto ferroviario merci, individuata, come detto, da Europe’s Rail come elemento abilitante del paradigma Full Digital Freight Train Operation (FDFTO).
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il DAC non rappresenta una semplice evoluzione del tradizionale organo di aggancio, ma costituisce una vera infrastruttura di sistema destinata a connettere fisicamente e digitalmente tutti i veicoli del convoglio.
L’attuale accoppiamento a vite con respingenti, ancora prevalente, garantisce esclusivamente la connessione meccanica e pneumatica tra i carri e richiede operazioni manuali di aggancio, sgancio e verifica, mentre il DAC introduce invece una connessione integrata composta da quattro livelli funzionali: meccanico, pneumatico, elettrico e digitale. In un’unica operazione automatizzata vengono realizzati il collegamento strutturale dei veicoli, la continuità della condotta freno, la distribuzione dell’alimentazione elettrica e la creazione di una dorsale dati estesa all’intero treno.
Dal punto di vista architetturale, il DAC trasforma il convoglio in una rete comunicante nella quale locomotiva, carri e apparati di bordo possono condividere informazioni operative in tempo reale. Tale infrastruttura consente l’implementazione di funzioni avanzate quali la consist verification automatica del treno, il monitoraggio continuo dello stato dei veicoli, la diagnostica remota, la gestione automatizzata delle prove freno, la localizzazione degli asset e l’integrazione con i sistemi digitali di terminale e di traffic management.
Secondo gli obiettivi del progetto FP5-TRANS4M-R, la disponibilità di una rete energetica e dati lungo il convoglio permetterà inoltre l’adozione diffusa di sensori intelligenti, dispositivi IoT e applicazioni di condition-based maintenance, superando le tradizionali logiche manutentive basate su scadenze temporali.
Il carro ferroviario diventa quindi una sorgente continua di dati utilizzabili per la sicurezza, l’efficienza operativa e l’ottimizzazione della capacità infrastrutturale. In questa prospettiva il DAC rappresenta il fondamento tecnologico sul quale costruire il futuro ‘treno merci intelligente’: un sistema cyber e fisico connesso, interoperabile e integrato nella supply chain digitale europea, capace di supportare processi decisionali automatizzati e modelli operativi propri della Logistica 5.0.




