Non è la prima volta, nel corso degli ultimi anni, complice forse la straordinaria crescita dell’e-commerce favorita dai lockdown forzati, che le piattaforme dei social network valutano un loro coinvolgimento nella logistica distributiva.

Qualche anno fa, fu Facebook a pensare che l’esposizione mediatica a cui erano sottoposti i propri iscritti potesse essere un punto di partenza per la proposizione anche di un’attività di commercio elettronico.

L’idea, però, non dette i risultati sperati e, ben presto, si esaurì.

Oggi, sembra con maggior convinzione, ci riprova TikTok, il social che conta una grande diffusione tra i più giovani, con una presenza del 66% di iscritti con meno di 25 anni, oltre 100 milioni di utenti europei, per i quali rappresenta uno spazio di interazione e condivisione capace di moltiplicare enormemente i contatti.

In realtà, la piattaforma di origine cinese, già nel 2021, aveva iniziato i primi approcci nel mondo dell’e-commerce in collaborazione con Shopify, società canadese specializzata nella creazione di negozi per la vendita on line, potenzialmente accessibile a tutti, non essendo necessarie conoscenze di programmazione, che detiene circa il 10% del settore delle vendite on line negli Stati Uniti

In quel caso l’accordo, peraltro ancora valido, era essenzialmente di carattere promo-pubblicitario e prevedeva da parte di TikTok la disponibilità di uno spazio coinvolgente, dinamico e versatile per la fruizione di contenuti video atti a supportare iniziative di vendita on line da parte di merchant indipendenti.

I mercati di riferimento furono, in prima istanza, Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.

Dalle notizie che trapelano in quest’ultimo periodo, TikTok si appresterebbe, ora, a fare un decisivo salto di qualità entrando in prima persona  nell’e-commerce.

 

Leggi anche:
Rallenta la crescita dell’e-commerce in Italia nel 2022

Una nuova sfida

Secondo le informazioni riportate dalla stampa, TikTok avrebbe intenzione di predisporre propri centri di distribuzione logistica creando, nel contempo, un sistema di supply chain in aperta competizione con Amazon, il colosso di Seattle che, evidentemente, ha fatto scuola.

L’obiettivo iniziale sarebbe il mercato degli Stati Uniti ma la previsione è un estensione della sfida a livello internazionale coinvolgendo tutti i paesi dove il social è presente.

Proprio per questo TikTok starebbe costruendo una piattaforma logistica completa in grado di contare su magazzini o hub logistici di proprietà per lo stoccaggio delle merci e la loro distribuzione, incluso l’ultimo miglio.

In altri termini, il social punterebbe a fornire un servizio completo di logistica a quanti volessero commercializzare i loro prodotti attraverso una sorta di TikTok Shop capace di avvalersi della grande visibilità insita nella presenza su una piattaforma con oltre un miliardo di utenti.

I servizi logistici in sviluppo comprenderebbero la tracciatura dei pacchi, l’eventuale sdoganamento e, fattore di non secondaria importanza, un programma di reso gratuito.

Resterebbe invece esclusa, in questa prima fase, la disponibilità di proprie unità per il trasporto che sarebbe affidato a fornitori esterni ma rigidamente controllati, almeno nelle intenzioni.

 

Leggi anche:
Acquisti in ‘livestream’: come i social media cambiano l’eCommerce

Iniziate le ricerche di personale

A supporto di queste indiscrezioni, vi è anche l’informazione che TiKTok sta già reclutando personale per attività logistiche attraverso annunci sul web ed in particolare su Linkedin.

Le competenze richieste spaziano dall’intralogistica, gestione dell’inventario, previsione flussi, responsabili centro di distribuzione, tracciatura pacchi, sino al trasporto ed alla distribuzione ultimo miglio. 

Secondo osservatori esterni ed analisti la vera forza di TikTok risiede nelle sue caratteristiche dinamiche che, a differenza di altri social network, è essenzialmente intrattenimento con una forte interattività da parte degli utenti.

L’audience è ampissima e si stima che il tempo medio giornaliero di permanenza sul social in questione sia di circa 1 ora e mezza per singolo utente, un tempo dove acquista grande importanza mediatica l’utilizzo dello strumento dello “story telling” e la presenza dei numerosi influencer che la frequentano.

Inoltre, da ricerche effettuate, il pubblico di TikTok, in gran parte giovanissimo, è particolarmente propenso agli acquisti on line e per molti di essi, è il frutto di un’esperienza emotiva legata al modo con cui è stato raccontato.

Tutti elementi che appaiono differenzianti rispetto alle offerte di altre piattaforme e potrebbero essere la base per creare una nuova concorrenza ai colossi del commercio on line.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here