Un influencer con una diretta può più di ore di televendite trasmesse su una tradizionale televisione. È un po’ questo il sunto delle conclusioni che molti brand pare stiano traendo dall’evoluzione del costume digitale, specie sui social più giovani come TikTok.

L’effetto che lo sfruttamento di social network ed influencer possono avere sul retail e sulla catena di distribuzione alle spalle arriva in seconda battuta: ad oggi il caso interessante da cogliere è la nascita di una nuova dinamica di vendita, molto più ‘in tempo reale’ di qualsiasi precedente.

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Quando il social non è ‘solo’ vetrina

Il punto sta proprio qui: fino ad oggi i social media sono stati considerati per lo più alla stregua di una potente vetrina, dove il vicino della porta accanto come il noto influencer (non importa quanto meteora) possono indurre ad acquistare prodotti sulla base dell’imitazione o dell’immedesimazione.

I più scaltri sapranno che algoritmi e raccolta dati sugli utenti hanno fatto poi sì che molto di quello che i social network propongono agli utenti in modo ‘casuale’ – siano ‘esperienze’ o inserzioni – era indirizzato da un’accurata profilatura.

Proprio il tentativo di regolamentare l’uso dei dati personali sugli utenti sta facendo sì che ad emergere come nuovi fari del marketing online siano quelle piattaforme che consentono un’interazione più che mai diretta tra le persone.

Ecco dunque che i social si scoprono non solo ‘vetrina’, ma veri e propri ‘market place’.

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I case history negli USA: influencer e caffé

Un esempio arriva dagli States, che in quanto a mode si da sempre per scontato che ci preceda (nel bene come nel male): tra 2020 e 2021 sono infatti diversi i brand che si accorti del nuovo potenziale dei social.

A volte le scoperte si fanno per caso, come leggenda narra in merito ad una nuova bevanda lanciata dalla catena di caffé e ciambelle – più made in USA di così…- Dunkin’, con sede nel Massachusetts, che si sarebbe trovata ad incontrare i gusti di una seguitissima adolescente, Charli d’Amelio, influencer nota su TikTok.

Ebbene, un suo miniclip danzante con bevanda in mano ha scatenato un entusiasmo per il prodotto tale da far nascere una partnership tra il brand e la ragazza, cosa che, fin qui, non ha nulla di nuovo.

L’evoluzione è nata da un contest, basato sul classico hashtag con il quale taggare post per sperare in una chance di incontrare (virtualmente) l’influencer: così è nato lo ‘shop streaming.

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Shop streaming: che cos’é?

In breve, un live streaming con la possibilità per i follower di aggiungere ad un carrello virtuale i prodotti che si vedono.

Molto semplice, ma rivoluzionario per la rapidità pensiero-azione, per i volumi generati e per il ritorno economico: in pratica, le dirette su TikTok della giovanissima D’Amelio sono state sfruttate per introdurre la possibilità, con un semplice ‘tap’ di dita sui prodotti utilizzati o indossati, di acquistare.

Una fusione totale tra l’interazione, l’esperienza, con il proprio influencer preferito e l’acquisto.

Influencer Central, una società che si occupa proprio di modificare le tecniche di marketing online, l’ha definita come «una potente dinamica di social shopping di gruppo, che mancava per andare con gli amici a fare acquisti in negozio».

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Il nuovo Eldorado digitale per i brand

Dare vita a nuovi ‘eventi’ in live-streaming, che uniscano la dinamica tipica dei social con lo shopping ha rapidamente coinvolto molti grandi brand di settori disparati.

Walmart, multinazionale proprietaria di una catena di negozi al dettaglio, ha ospitato uno Shop Streaming lo scorso dicembre, con la presenza di influencer diversi, in grado di portare con sé un portafoglio da svariati milioni di follower, e di un parterre di Marchi della cosmesi e della moda come NYX, Maybelline, The Lip Bar, Bliss, Kim Kimble, Marc Jacobs.

Di fatto, queste dirette uniscono il classico live stream con tutorial e lo schema più datato della televendita, il tutto incentrato sulla figura dell’influencer.

 

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La chiave è la fiducia negli influencer

L’analisi fatta da Influencer Central sostiene che molti consumatori trovino positiva l’esperienza di acquisto durante un live streaming. 

Un suo sondaggio del 2020, condotto su 475 consumatori statunitensi, ha rilevato che il 19% si era sintonizzato su un evento di shopping in live streaming, con l’86% su Facebook e il 30% su Instagram. La maggior parte dei consumatori – il 60% – ha affermato che le demo live e le presentazioni dei prodotti sono state l’attrazione principale.

La chiave è la fiducia che gli influencer dei social media hanno costruito con il loro pubblico. La campagna The Charli di Dunkin’ ha funzionato perché i 109 milioni di follower di D’Amelio si fidano di lei ed è lei stessa una consumatrice del prodotto. Questa fiducia si estende poi alla trasparenza dei prezzi.

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