Supply Chain in Allerta: l’83% delle aziende UE soffre carenze di fornitura

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Lo scenario logistico europeo non gode di una salute eccezionale: secondo l’ultima indagine di Inverto, società del gruppo BCG, l’83% delle aziende con sede nell’Unione Europea sta affrontando carenze di scorte o di forniture

Non si tratta di shock isolati, ma, al contrario, di un sistema di rischi sovrapposti che porta sempre più a galla l’esigenza per le imprese di un ripensamento strutturale delle proprie catene di approvvigionamento.

Un contesto di Disruption permanente

La ricerca evidenzia come le aziende europee operino ormai in un ambiente caratterizzato da instabilità continua, figlia delle tensioni geopolitiche, dei conflitti in corso, dei colli di bottiglia logistici e delle insolvenze dei fornitori che generano un mosaico di vulnerabilità via via amplificato lungo tutta la supply chain.  

Il tratto distintivo del nuovo scenario non è, infatti, la gravità di un singolo evento, ma la simultaneità di molteplici fattori critici, che rende più complesso prevedere e mitigare i rischi, soprattutto quando la visibilità oltre il primo livello di fornitura rimane limitata.

Visibilità ridotta e rischi nascosti

Uno dei punti più deboli emersi dallo studio riguarda la scarsa trasparenza nella supply chain estesa. Solo una minoranza delle aziende dispone di una visione completa dei fornitori a monte, lasciando ampie zone d’ombra in cui possono annidarsi criticità inattese.  

La mancanza di visibilità impedisce di individuare tempestivamente segnali di stress, come la saturazione della capacità produttiva, i ritardi logistici o le fragilità finanziarie. In un contesto in cui le disruption si propagano rapidamente, questa opacità rappresenta un rischio strategico.

Procurement sotto pressione crescente

La volatilità dei costi continua quindi a mettere sotto pressione le funzioni del procurement. Nonostante un miglioramento nell’affidabilità dei fornitori e nella sicurezza delle forniture, la capacità di stabilizzare i prezzi è diminuita sensibilmente.  

Qualità, rischi legati ai prezzi e alla cybersecurity emergono come priorità assolute, ciascuna citata da quasi un terzo dei manager intervistati. La gestione del rischio non può più essere frammentata, occorre un approccio integrato che consideri l’interdipendenza tra fattori economici, tecnologici e geopolitici.

Dalla globalizzazione alla resilienza

Lo studio segnala un cambio di paradigma nelle strategie di approvvigionamento, in quanto, dopo anni di multi‑sourcing e delocalizzazione spinta, molte aziende stanno invertendo la rotta.  

Nello studio Inverto, il 46% sta consolidando la base fornitori, mentre circa un terzo sta adottando politiche di nearshoring o reshoring. I dazi commerciali rappresentano il principale motore di questa transizione, ma la spinta più profonda è la ricerca di maggiore resilienza. 

Questa evoluzione, tuttavia, comporta nuovi trade‑off: accorciare la supply chain può ridurre l’esposizione ai rischi globali, ma aumenta la dipendenza da un numero più ristretto di partner.

Digitalizzazione del risk management

Un dato incoraggiante riguarda l’adozione crescente di strumenti digitali: l’89% delle aziende utilizza tecnologie dedicate alla gestione del rischio. La digitalizzazione consente infatti di raccogliere dati in tempo reale, monitorare indicatori critici e simulare scenari complessi. 

Tuttavia, la tecnologia da sola non basta: occorre integrarla con processi decisionali più rapidi e con una cultura aziendale orientata alla prevenzione.

L’indagine Inverto mette in luce quanto la resilienza non sia più un’opzione, ma un requisito competitivo: le aziende europee devono ripensare le proprie supply chain come sistemi dinamici, capaci di adattarsi a un ambiente in cui la disruption è la norma.  

La scommessa dei prossimi anni sarà bilanciare efficienza e robustezza, costruendo reti di fornitura più corte, più trasparenti e più intelligenti; fatto che, in un mondo interconnesso e instabile, consente di affinare la capacità di anticipare i rischi, vero vantaggio logistico.

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