Dietro alla sostenibilità della logistica, in senso economico, ambientale e pratico, c’è la sfida per la sopravvivenza della globalizzazione stessa, in un certo senso del modello sul quale si regge attualmente la struttura economica, industriale e di relazioni del pianeta.

È il motivo per cui vi è molto interesse anche da parte della comunità scientifica nel trovare soluzioni per ottimizzarne i processi, nonché per proporre nuovi approcci legati alla tecnologia.

Nel caso della Swarm Intelligence si parte da ancor più indietro, attaccando alla base l’organizzazione stessa della logistica.

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Swarm Intelligence: algoritmi dagli sciami

Letteralmente, Swarm Intelligence si traduce con ‘teoria dello sciame intelligente’ e deriva proprio da osservazioni di natura etologica e biologica sul comportamento delle colonie di insetti sociali.

Non si tratta di una novità in campo scientifico, ma è divenuta molto interessante per la logistica a seguito delle crisi sistemiche che hanno interessato l’intero pianeta a causa della pandemia. 

La logistica è un sistema strutturato,stratificato, che coordina comportamenti complessi e che necessita di efficienza e flessibilità: esattamente quanto messo in pratica dagli sciami, spesso costituiti da milioni di individui di una determinata specie.

Dal loro studio si traggono modelli matematici che oggi vengono tradotti in algoritmi utili proprio alla Supply Chain.

 

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La trasposizione nella logistica

La Swarm Intelligence potrebbe trovare un forte campo di applicazione nella pianificazione manageriale della catena logistica, ma anche nella programmazione software a lei dedicata.

Incrociata con i Big Data di cui si dispone, essa può far funzionare algoritmi in grado di regolare lucidamente i processi ed i flussi della Supply Chain.

Non si tratta di un miraggio o di una promessa fideistica, quanto di un dato di fatto: la logistica si basa sul controllo dell’inventario, sulla strategia marketing, sulla gestione e ispezione di punti di produzione e consumo e coordina un sistema di stoccaggio che deve dimostrarsi flessibile ed efficiente sia in termini di costi, sia in termini di tempi.

Ecco dunque che, pensando alla catena di approvvigionamento globale, ormai di scala intercontinentale, dalla quale dipendono migliaia di tali sistemi logistici in ogni singolo Paese, il parallelo con le colonie e gli sciami è efficace e la gestione tramite algoritmi inevitabile per questioni di complessità e scala.

 

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Gli studi sulle formiche

Proprio dalle colonie di formiche derivano le maggiori ispirazioni per rendere efficacemente pianificata una Supply Chain.

Uno studio pubblicato sull’International Journal Of Information Systems and Supply Chain Management da Congcong Wang dell’Henan Polytechnic Institute in Cina, esamina ad esempio proprio la pianificazione dei percorsi seguiti all’interno delle colonie per trasportare cibo con minor perdita di tempo, con la messa a punto di processi iterativi e di mappature per nodi della realtà di cui si deve occupare una singola catena logistica.

Di fatto, le dinamiche di una colonia di formiche possono essere tradotte in algoritmi applicabili alle forniture che possono essere a loro volta proposti come base per la gestione di una catena di approvvigionamento.

Costi operativi, rapporti di previsione della domanda, consegne degli ordini e feedback dei clienti sono ottimizzabili tramite questa pianificazione, sulla quale usciranno sicuramente altri studi e sulla base della quale si produrranno sistemi gestionali in un prossimo futuro; ancora una volta è dalla natura che dobbiamo imparare e, nella fattispecie, da una delle sue creature più piccole.