World Shipping Council, nel 2025 record di container persi in mare

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Sul trasporto containerizzato si regge il commercio globale, con centinaia di milioni di unità movimentate ogni anno. Nonostante l’elevato livello di sicurezza raggiunto dal settore, la perdita di container in mare resta un fenomeno monitorato con attenzione, sia per le implicazioni economiche, sia per quelle ambientali. Il ‘Containers Lost at Sea Report’ pubblicato dal World Shipping Council (WSC) evidenzia per il 2025 un incremento rilevante delle perdite, inserendolo però in un quadro statistico che conferma la rarità complessiva di questi eventi.

Un aumento marcato: i numeri del 2025

Secondo il WSC, nel 2025 sono stati persi in mare 1.478 container, più del doppio rispetto ai 576 registrati nel 2024. L’incremento, pari a oltre il 156%, rappresenta una deviazione significativa rispetto alla tendenza degli ultimi anni, caratterizzata da valori generalmente contenuti.

Nonostante ciò, il dato va contestualizzato: i container trasportati globalmente nel 2025 sono stati circa 280 milioni e le perdite equivalgono allo 0,0005% del totale, percentuale che conferma come il fenomeno, pur rilevante, resti statisticamente marginale rispetto ai volumi complessivi del traffico marittimo.

Il peso degli incidenti maggiori

Il rapporto del WSC sottolinea come il totale del 2025 sia stato influenzato da un numero limitato di eventi di grande portata. In particolare, un singolo sinistro navale ha causato la perdita di 640 container, pari a circa il 43% del totale annuale. 

Questo elemento evidenzia la natura episodica e concentrata delle perdite più significative, spesso legate a condizioni estreme o a incidenti complessi.

Le cause principali: meteo severo e incendi

Le analisi del WSC indicano che le perdite del 2025 sono state principalmente dovute a condizioni meteorologiche avverse nel Nord Atlantico e nel Nord Pacifico, alle mareggiate e all’instabilità oceanica e agli incidenti legati a incendi a bordo.

Questi fattori, combinati, rappresentano le principali minacce alla sicurezza del carico containerizzato, soprattutto sulle rotte più esposte ai fenomeni atmosferici intensi – aumentate con il periplo africano da Capo di Buona Speranza.

Recuperi in crescita e nuove regole dal 2026

Il rapporto registra anche un dato positivo: nel 2025 sono stati recuperati 128 container, il valore più alto da quando il WSC ha iniziato a raccogliere dati sui recuperi nel 2023, che restituisce un segnale di miglioramento nelle capacità di localizzazione e recupero dei container dispersi.

Dal 1° gennaio 2026, inoltre, entrano in vigore nuovi emendamenti alla Convenzione SOLAS, che impongono la segnalazione obbligatoria di ogni container perso o avvistato alla deriva e la trasmissione annuale dei dati da parte degli Stati di bandiera all’IMO.

Si tratta di misure che rafforzano la trasparenza e la tracciabilità, contribuendo a una gestione più efficace del rischio.

Verso una maggiore sicurezza del carico

Il WSC evidenzia che l’industria sta continuando a investire nella sicurezza attraverso iniziative come il Cargo Safety Program, ma peso lo hanno avuto anche gli aggiornamenti al CTU Code, il Top Tier Joint Industry Project e i nuovi requisiti del IMDG Code per le spedizioni di carbone vegetale. Questi interventi mirano a ridurre ulteriormente la probabilità di perdite, migliorando procedure, formazione e standard operativi.

Le statistiche del WSC confermano che, nonostante i problemi esistano e siano di natura complessa, il trasporto marittimo containerizzato rimane un sistema altamente sicuro. Le nuove norme e le iniziative del settore indicano una direzione chiara: maggiore prevenzione, più dati e una crescente attenzione alla resilienza delle operazioni marittime.

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