La pressione sia regolatoria, sia da parte della società verso il raggiungimento di quegli obiettivi che vanno sotto la sigla Net Zero sta, dopo anni di dichiarazioni, effettivamente trasformando il modo in cui le aziende gestiscono le proprie catene di fornitura.
Per i manager della logistica, questo cambiamento non è più un tema, per così dire, ‘di contorno’, ma un fattore strategico che influenza la competitività, l’accesso ai mercati e la capacità di rispondere alle nuove normative europee.
Sono i team di procurement, oggi, ad essere in prima linea: raccolgono dati, valutano i fornitori, programmano la riduzione delle emissioni e si affidano a software avanzati di carbon management per farlo. Le analisi di Verdantix, contenute nel report ‘Green Quadrant: Enterprise Carbon Management Software 2026’, offrono un quadro chiaro di come le aziende più mature stiano affrontando questa trasformazione.
Dal reporting alla decarbonizzazione operativa
Secondo Verdantix, molte aziende stanno passando da un approccio puramente dichiarativo a uno orientato all’azione: non basta più misurare le emissioni: occorre ridurle in modo sistematico. Questo implica una raccolta dati più granulare, fino al livello di asset e di prodotto, e un coinvolgimento diretto dei fornitori.
Per la logistica significa ripensare processi e criteri di selezione, rivedendo anche le partnership lungo tutta la supply chain. Una decarbonizzazione ‘operativa’ richiede strumenti capaci di integrare dati eterogenei e trasformarli in decisioni di sourcing più consapevoli.
Il ruolo strategico del procurement nella supply chain Net Zero
I team di procurement stanno assumendo un ruolo centrale nella gestione delle emissioni Scope 3, che rappresentano la quota più ampia dell’impronta carbonica aziendale.
Soluzioni come quelle di Cority, Gravity e Schneider Electric – alcune delle aziende citate da Verdantix – permettono di raccogliere dati in tempo reale, monitorare consumi energetici e valutare la performance ambientale dei fornitori.
Per i manager della logistica significa poter contare su informazioni più affidabili per negoziare contratti, definire KPI e costruire supply chain resilienti e sostenibili.
Software e AI: la nuova infrastruttura della sostenibilità
Il report Verdantix evidenzia come i vendor più avanzati stiano investendo in AI agentica e automazione profonda. Sphera, classificata come ‘Leader’, offre una piattaforma integrata che consente di tracciare emissioni su più livelli della supply chain e di calcolare l’impatto carbonico dei prodotti con metodologie scientificamente rigorose.
Watershed, anch’essa ‘Leader’, mette a disposizione un motore di calcolo basato su oltre 500.000 fattori di emissione aggiornati annualmente e un database ESG che copre più di 20 milioni di aziende. Per la logistica, questi strumenti rappresentano un salto di qualità: consentono di identificare rapidamente le aree critiche, valutare alternative di fornitura e misurare l’efficacia delle iniziative di decarbonizzazione.
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Implicazioni per i manager della logistica
L’integrazione tra procurement, logistica e sostenibilità sta diventando un requisito competitivo e i manager del settore devono prepararsi a utilizzare i dati di emissione tra i criteri di selezione dei fornitori; inoltre, è di centrale importanza collaborare con il procurement per definire le strategie di riduzione rivolte alle emissioni Scope 3.
Dal report emerge anche l’esigenza di adottare piattaforme digitali capaci di integrare dati operativi e ambientali, il tutto per rispondere alle richieste normative con trasparenza e tracciabilità.
La logistica sta, di fatto, cercando di trasformarsi da centro di costo ad abilitatore della transizione Net Zero.



