Per rinnovare l’infrastruttura portuale più importante del nord Italia e di buona parte del Mar Mediterraneo, ossia il porto di Genova, scende in campo la BEI, la Banca Europea per gli Investimenti: la costruzione della nuova diga foranea, ritenuta strategica per fronteggiare i cambiamenti climatici oltreché per rendere più accessibile il porto genovese, il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria e la realizzazione del ‘cold ironing’ sulle banchine sono gli obiettivi che entro il 2026 dovranno essere realizzati.

Leggi anche:
Un piano di mobilità europea per favorire il trasporto ferroviario

 

Operazione da 600 milioni di euro 

Il finanziamento della BEI garantirà la copertura a queste opere, con 300 milioni di euro che vanno a rappresentare il più ingente prestito quadro attivato nei confronti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, finalizzato a quella che si può definire la più grande opera di rinnovamento del porto genovese degli ultimi 25 anni.

Per la cronaca, si tratta della prima operazione della BEI nel nostro Paese a favore di un progetto cofinanziato dal Governo, che per la costruzione della nuova diga ha allocato 500 milioni di euro dal fondo complementare al PNRR, cui si sommano 100 milioni  del Fondo Infrastrutture Portuali.

L’inizio dei lavori è previsto nel corso del 2022 con termine entro il 4° trimestre del 2026 per la Diga Foranea e il 2024 per i restanti interventi.

Leggi anche:
Logistica intermodale, unica via per la transizione green dei trasporti

 

Dall’accessibilità al ‘cold ironing’

Gli obiettivi del progetto sono notevoli: si va dalla costruzione di una diga foranea che permetterà alle moderne navi cargo di accedere con modalità sicure e sostenibili al sito portuale, al potenziamento della rete ferroviaria per favorire il transito merci e scaricare il traffico stradale delle arterie genovesi; in elenco si trovano anche collegamenti elettrici nave-terra, che consentiranno alle navi ormeggiate di alimentarsi con la corrente da terra riducendo le emissioni di carburante.

 

Una nuova diga foranea

Realizzare una nuova diga foranea consentirà di ridurre i rischi di inondazioni causate dai cambiamenti climatici, facendo rientrare l’operazione nella classificazione di promozione dell’azione climatica. 

Sul piano industriale permetterà alle moderne navi cargo di accedere agevolmente al sito portuale e di eseguire manovre di carico e scarico merci in maniera sicura e sostenibile. Ciò renderà il Porto di Genova particolarmente accessibile, il che rappresenterà un punto di forza strategico per lo sviluppo di quest’ultimo in termini capacitivi e produttivi. 

Leggi anche:
L’interscambio di dati nello Shipping per una Supply Chain fluida

 

Più ferrovie e banchine elettrificate

Anche la rete ferroviaria circostante al Fuori Muro sarà riadattata con binari da 750 metri per favorire il transito merci e ridurre il traffico stradale generato dai camion in arrivo. 

Il finanziamento della BEI permetterà il ripristino di banchine esistenti e lo sviluppo di collegamenti elettrici nave-terra – il cosiddetto ‘cold ironing’ – che consentirà alle navi ormeggiate di alimentarsi con la corrente da terra riducendo le emissioni di carburante. 

Leggi anche:
Cop26, Green Corridors per lo shipping e più SAF nell’aviazione

 

Supporto complessivo da 1 miliardo di euro

Con questa operazione, il supporto BEI ai Porti Italiani supera il volume complessivo di 1 miliardo di euro. La BEI si conferma quindi come il principale finanziatore delle Autorità Portuali Italiane, supportando cosi un settore strategico per la connettività e lo sviluppo economico italiano ed europeo. Un settore che avrà, inoltre, un ruolo chiave nella lotta ai cambiamenti climatici e sarà in linea con le priorità della nuova politica dei prestiti per i trasporti (transport lending policy) BEI. 

L’ambizioso disegno rappresenta per la BEI un progetto di comune interesse come previsto dal Trattato di Lisbona, nonché di supporto alla transizione ecologica verso modalità di trasporto a minor impatto ambientale, in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea. Il raggiungimento di tale obiettivo sul suolo italiano consentirà di promuovere ulteriormente il trasporto navale e ferroviario attraverso l’introduzione di nuove infrastrutture di alimentazione alternative nei porti. 

In tal senso, il finanziamento BEI contribuirà alla crescita ed espansione dei porti liguri, ed accrescerà la competitività dell’economia italiana in termini di sostenibilità, sicurezza e occupazionali. Si stima che verranno sostenuti circa 4900 posti di lavoro l’anno durante la fase di implementazione. 

Il progetto corrente rappresenta la terza operazione finanziaria concessa dalla BEI alle autorità portuali liguri, a seguito del successo degli investimenti emessi nel 2012 e 2013 a rinnovazione dei porti di Genova e di Savona.