C’è un fenomeno in crescita che preoccupa parte della Supply Chain e riguarda l’annoso problema delle merci che rimangono bloccate per via di ritardi e congestioni lungo le catene di approvvigionamento.

Tra l’accentramento delle rotte e la rarefazione dello spazio in stiva, la continua richiesta ingolfata di container da una parte all’altra del globo ed i ritardi causati dalla crisi delle materie prime, risulta sempre più frequente l’abbandono di interi carichi per ‘eccesso di ritardo’.

Per gli analisti di settore si tratta di una piaga che farà sentire il suo peso sul sistema logistico e produttivo, configurando l’urgenza di linee guida per il trattamento di queste merci.

photo credit: Jacques Holst Maersk Containers via photopin (license)
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Merci abbandonate: il deterioramento

Il primo problema connaturato al prolungato stazionamento dei container è il deterioramento delle merci in essi contenute.

Di fatto, la situazione senza precedenti che vede tempistiche a volte oltremodo dilatate per lo smaltimento delle spedizioni, sta provocando una rinuncia da parte dei destinatari alla ricezione delle merci stesse.

Anche la ridestinazione dello stesso carico spesso non va a buon fine ed il risultato è che la merce viene banalmente abbandonata nel sito di stoccaggio nel quale si trova, provocando in questo modo una serie di conseguenze a catena.

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Dalla sicurezza allo smaltimento, una catena di effetti

Se il primo effetto collaterale riguarda i costi di stoccaggio, le conseguenze secondarie sono di tipo sanitario e di sicurezza, in quanto il deterioramento del contenuto dei container può mettere gli operatori della struttura di fronte a materiali più o meno pericolosi, oltre che ad ulteriori costi per lo smaltimento.

Viene poi il problema normativo, sulle responsabilità di quanto accade alla merce e sul suo status di cargo ‘apolide’.

Per le singole strutture di stoccaggio, tutto questo implica un notevole aumento della richiesta di risorse gestionali specializzate.

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Identificare provenienza e destinazione

La questione che viene sollevata è dunque non solo in merito a che cosa fare di queste merci e come restituire ai vettori i container letteralmente ‘bloccati’ perché in stato di abbandono sebbene carichi, ma soprattutto come determinare le responsabilità.

Una società di prevenzione rischi nel settore logistico, ad esempio, come TT Club, ha pubblicato una guida dal titolo ‘StopLoss’, nella quale analizza alcuni di questi punti.

Secondo la società con sede a Londra, spedizionieri ed operatori logistici dovrebbero cogliere dei segnali di avvertimento, come la scarsa notorietà di chi effettua la spedizione, determinati tipi di carichi che vanno dagli effetti personali ai rottami o materiali per il riciclaggio, e rifiutarsi di prendere in carico tali merci.

È poi fondamentale comprendere la causa dell’abbandono e che ruolo debbano avere le forze dell’ordine in tutto ciò, oltre che la definizione delle responsabilità dei vari attori coinvolti in una spedizione.

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