La difficoltà di reperire personale specializzato, negli ultimi tempi, non è una novità per il settore della logistica. In particolare, la ricerca di alcune figure professionali quali quelle legate all’autotrasporto, risulta critica malgrado la domanda post covid-19 sia sostenuta dalla crescita della movimentazione merci e dalla rinnovata richiesta di servizi di spedizioni grazie alla spinta dell’e-commerce.

Spesso le selezioni del personale si arenano o per mancanza di candidati o per l’accertamento di una preparazione inadeguata rispetto alle attese, fattore che finisce per favorire “l’invecchiamento” della forza lavoro in servizio innalzando l’età media del settore. Induce molteplici riflessioni il dato diffuso da Confartigianato che negli ultimi cinque anni la quota di dipendenti over 50 delle imprese di autotrasporto è passato dal 24,9% al 33,3%.

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V’è da dire che nel tempo la logistica ha subito profonde mutazioni anche nel vissuto delle aziende presso le quali non è più considerata un semplice costo ma piuttosto come un valore aggiunto che può fare la differenza sul mercato. Proprio per questo si è dotata di professionalità sempre più alte e specializzate a tutti i diversi livelli e ciò si riflette nelle selezioni del personale in termini di attese e valutazioni.

L’importanza e l’attualità del problema è emerso in una interessante intervista rilasciata da Fabio Belli, amministratore delegato di Fagioli, uno dei gruppi di riferimento mondiale nell’ingegneria e nelle grandi movimentazioni, recentemente nominato presidente dell’Esta, associazione europea per il settore dei trasporti stradali e dei sollevamenti eccezionali, con sede a Leida in Olanda e che può contare su membri di 25 nazioni.

L’intervista, pone l’accento su due particolari figure professionali il cui reperimento soprattutto nell’ambito dei carichi eccezionali è critico: gruisti ed autisti.

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Esperienza e passione

Il profilo professionale del gruista, nell’ambito delle grandi movimentazioni, è un mix di esperienza e formazione continua. Oggi le gru sono governate da tecnologici computer e la componente professionale ha quindi un valore altissimo.

L’esperienza è poi l’altro fattore chiave, in quanto rappresenta il bagaglio necessario ad affrontare attività complesse e coinvolgenti e sotto molti aspetti “coreografiche”. Basti pensare al sollevamento della “Concordia” o al relitto della nave “Berkan B” a Ravenna con tre gru tralicciate, operazione mai fatta prima al mondo ed il cui solo ricordo ha un forte valore simbolico.

La passione infine è il motore che spinge chi opera in questo settore ad affrontare una vita in giro per il mondo, in quanto le grandi operazioni non hanno confini territoriali, ed accettare di lavorare per tanti mesi lontano da casa. Al tempo stesso proprio questa richiesta di disponibilità e di sacrificio, anche a fronte di stipendi molto buoni, rappresenta uno dei maggiori ostacoli al reclutamento del personale.

 

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Formazione per gli autisti

Per quanto riguarda gli autisti di carichi eccezionali, Belli riconosce che si tratta di un lavoro molto impegnativo dove conta l’esperienza che si accumula nel tempo.

Risulta pertanto fondamentale la formazione per cui si sta studiando un innovativo ed ambizioso progetto per realizzare una scuola europea che si occupi specificatamente di specializzare queste figure professionali.

Accanto a questa iniziativa vi sono altre soluzioni che si possono sperimentare come l’affiancamento di un praticante ad un autista esperto durante i viaggi per aumentare il tasso di conoscenza e capacità.

Un’ultima innovazione introdotta, anch’essa indirizzata alla formazione e qualificazione del personale, è costituita dall’istituzione della patente unica europea per gli autisti che ne attesti la professionalità e agevoli il loro spostamento in diverse aree di lavoro senza doversi riqualificare. Al tempo stesso questa certificazione potrà aiutare positivamente le aziende a reperire personale qualificato e flessibile.